Silvio Berlusconi - Foto di Lorenza e Vincenzo Iaconianni (CC BY-SA 3.0)
Silvio Berlusconi - Foto di Lorenza e Vincenzo Iaconianni (CC BY-SA 3.0)

Elezioni Regionali, dove vanno i moderati veneti?

“Forza Italia si divide in due: l’anima moderata esce dal partito e va con il candidato Flavio Tosi, mentre l’anima ex An, quindi di destra, tiene in ostaggio il partito e si allea con Luca Zaia. Ciò avviene dopo la sigla dell’accordo tra il coordinamento regionale di Forza Italia ed il candidato Luca Zaia, sostenuto da una Lega, quella di Salvini, spostata estremamente a destra”. A parlare così è Costantino Toniolo, consigliere regionale del Nuovo Centro Destra, Area Popolare, commentando un emblematico episodio avvenuto ieri, vale a dire la distruzione delle tessere in conferenza stampa da parte dei consiglieri moderati e liberali Padrin, Marangon, Mainardi e Teso. Le vicissitudini che caratterizzano la politica in questa fase, ed in particolare quelle di Forza Italia, sono del resto sotto gli occhi di tutti, e sono oggetto di discussione ormai da mesi. Naturalmente, con l’avvicinarsi delle lezioni regionali, il 31 maggio, tutto assume un significato diverso.

A volte enfatizzate ed altre volte ridimensionate, a seconda della convenienza, le divisioni percorrono gli schieramenti politici, ed il Veneto, come abbiamo detto in altra occasione, diviene sempre più laboratorio nazionale e forse incubatore degli scenari futuri. Sotto molti aspetti il bipolarismo in Italia non esite più, e forse è così da tempo, se mai c’è stato. Nel nostro paese vi sono almeno due modi di essere moderati, ed altrettanti di essere progressisti. E poi c’è una terza area, costituita dal Movimento 5 stelle, senz’altro progressista nei contenuti ma molto diversa sia dal centro sinistra che dalla sinistra che conosciamo, entrambe a lungo parte di quel sistema che ha ridotto lo stivale nelle condizioni ben note.

La domanda che in queste ore viene spontanea è la seguente: davvero è indicato per l’Italia un sistema politico bipolare dato che, da sempre, il paese esprime un numero di anime assai maggiore? E, se si risponde sì, è giusto ottenerlo attraverso una legge elettorale nazionale non condivisa, sulla quale almeno metà del Parlamento si dice contrario? Comunque, a parte l’Italicum che sta cercando in questi giorni di nascere a colpi di fiducia, per le elezioni regionali del Veneto nulla sembra deciso. Ad esempio, quanto ampio sarà il fronte dell’astensione? Quanti voti raccoglierà l’outsider di centro destra Tosi? L’estremismo di Salvini nuocerà a Zaia? La Moretti potrebbe risentire del decisionismo un po’ protervo di Matteo Renzi? E se la sorpresa la facessero a tutti Jacopo Berti ed il Movimento 5 stelle?

Per quanto riguarda l’ambito moderato, secondo Toniolo, in Veneto i moderati di Forza Italia, ormai non esistono più. “Noi – sottolinea l’esponente di Ncd Veneto Autonomo – costituimmo un altro partito già un anno e mezzo fa, perché la chiusura del Pdl portò a cancellare quell’equilibrio di centro destra che si era realizzato nella fusione tra le realtà moderate, liberali e riformiste e le realtà tradizionalmente di destra come era Alleanza Nazionale. Ora in Forza Italia del Veneto comanda An, è evidente. Nel Vicentino in particolare, Forza Italia ha, come esponenti di punta, personalità come quella di Elena Donazzan, che mai si sono definite moderate”.

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