Discarica di Sarcedo, rischio di danno ambientale?

Il Comune di Sarcedo non vuole essere lasciato solo nella spinosa questione della gestione della discarica di rifiuti di via Molle. Così, con una delibera di giunta varata l’8 aprile e inviata anche al Ministero dell’Ambiente, sindaco e assessori hanno chiesto a Regione Veneto, Provincia di Vicenza, Arpav, Ulss 4 e 6 e ai comuni che ne fanno parte e anche a Comune e Provincia di Padova, di unirsi a loro contro la sentenza che ha dichiarato il fallimento del Corsea. Da quando, infatti, il consorzio di ditte che si occupava della gestione della discarica è fallito, sul sito pesa “uno stato di incertezza” e un “concreto rischio di danno ambientale irreversibile” che potrebbe coinvolgere “centinaia di migliaia di cittadini”.

La premessa, a questo punto, è d’obbligo. A determinare la presa di posizione del Comune di Sarcedo sono i fatti che, da fine 2014, ad ora hanno interessato la gestione della discarica di via Molle, da anni non più attiva. Quest’ultima era affidata al Corsera, consorzio formato da 150 ditte, secondo un accordo tra pubblico e privato. Lo stato delle cose però cambia nel dicembre del 2014, quando il Corsea presenta un’istanza di autofallimento e abbandona temporaneamente il sito.

Segue l’intervento del Prefetto di Vicenza, su sollecitazione dei sindaci dei comuni interessati e di altri soggetti, perché il Corsea tornasse a controllare la discarica per evitare, come si legge nella delibera, “il grave rischio di inquinamento delle falde acquifere per l’aumento del percolato e per l’immissione di aria di gas a seguito della mancata gestione”. La situazione sembrava quindi essere tornata alla normalità. Il 30 marzo, però, il Tribunale di Vicenza dichiara il fallimento del Corsea.

È a questo punto che il Comune di Sarcedo decide di prendere carta e penna e di chiedere agli altri soggetti coinvolti di scendere in campo. Secondo il Comune, infatti, il Corsea avrebbe potuto procedere con una ricapitalizzazione e continuare così a gestire la discarica come previsto dagli accordi. Motivo per cui, si legge nella delibera, Sarcedo “ha deciso di presentare reclamo avverso la sentenza dichiarativa di fallimento”.

Sindaco e assessori di Sarcedo dicono anche molto chiaramente quali ragioni dovrebbero spingere Regione, Arpav, Ulss, Comuni e Province ad impugnare la sentenza di fallimento del Corsea. “Questa decisione riporta nuovamente la situazione in uno stato di incertezza”, viene scritto nella delibera, dove si parla anche di “un problema di grave pericolosità per l’intero ambiente e per una vasta zona. Basti pensare ad un possibile inquinamento della falda acquifera che interessa centinaia di migliaia di cittadini anche nel bacino di Padova”.

Martina Lucchin

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