lunedì , 26 Aprile 2021

Il Vicenza piega l’Avellino ed è secondo per una notte

L’aggancio al Bologna, per ora, è solo virtuale, come il secondo posto che significherebbe serie A: il sogno di una notte, aspettando la risposta rossoblù domani a Brescia. La solida certezza sono i quattro punti di vantaggio sull’Avellino, piegato di misura nello spareggio per il podio. A otto giornate dalla fine, è il tempo della concretezza e non dello spettacolo: il Vicenza si fa bastare un gol del solito Cocco, fra le recriminazioni degli ospiti. “Abbiamo fatto la gara dall’inizio alla fine e pure un punto ci sarebbe stato stretto, ma i nostri avversari hanno fatto gol e noi no”, la sintesi finale del tecnico irpino Rastelli.

Gli interpreti del 4-3-3 mariniano sono i soliti, con il rientro di Di Gennaro in regia. L’Avellino rilancia il portiere Gomis ma perde Zito, match-winner giovedì scorso contro il Modena, rimpiazzato a centrocampo dall’ivoriano Koné. L’inizio è da brividi: il muro di pubblico e bandiere nella curva gremita accoglie all’uscita dal tunnel i biancorossi, tutti in campo con la maglia numero 25 in memoria di Piermario Morosini nel terzo anniversario della scomparsa. Per i successivi venti minuti, i tifosi però non avranno molti altri motivi per scaldarsi. L’avvio è un monologo ospite. L’Avellino fa girare a piacimento la palla e la nasconde agli avversari, complice la partenza frenata dei padroni di casa, a base di ritmi bassi e troppi errori di misura. La pressione irpina è costante, anche se produce solo una mischiona in area e un colpo di testa di Trotta su cross di Pisacane. Al 21’ la prima accelerazione di Laverone, conclusa con un tiro-cross innocuo tra le braccia di Gomis: troppo poco per definirla una palla-gol. Idem il pallonetto di Schiavon dal cerchio di centrocampo che al 25’ tenta di sorprendere Vigorito fuori dai pali ma non inquadra il bersaglio.

Il Vicenza si scuote di dosso un po’ degli impacci iniziali, ma la difesa dell’Avellino è impermeabile ai tentativi di aggiramento: D’Elia ci deve provare da fuori al 32’, ma il suo sinistro si perde sul fondo. A quel punto è chiaro a tutto lo stadio che solo una giocata di classe può schiodare dallo 0-0 una partita così bloccata, e quell’habitué del gol che risponde al nome di Andrea Cocco la trova poco dopo, inventandola pressoché dal nulla: come se avesse la calamita nel piede, il centravanti sardo cattura un rinvio lungo alzato a campanile, si libera della guardia di Chiosa e fulmina Gomis con un rasoterra che fa salire a quota 17 il suo bottino in campionato. Dall’altra parte l’Avellino torna negli spogliatoi con il rimpianto di non essere mai riuscito a servire adeguatamente bomber Castaldo, che di reti ne ha segnate solo due meno di Cocco: l’occasione che chiude il primo tempo capita sulla testa del difensore Ely al 41’, ma la sua incornata su punizione di Schiavon non trova la porta.

Sbaffo per Arini nell’intervallo è la mossa di Rastelli per rifornire di munizioni lo sguarnito tandem d’attacco. Il copione pare lo stesso di inizio gara: Vicenza ripiegato dietro e in contropiede, Avellino in costante proiezione offensiva, ma con più forza d’urto rispetto al lato A della gara. Vigorito al 6’ deve superarsi due volte per respingere con i pugni un siluro da fuori di Trotta e anticipare Soumarè pronto al tap-in. E all’11’ Castaldo si divora la chance del pari: la sua incornata a colpo sicuro su cross di Schiavon anticipa Manfredini ma non trova la porta. Ad alleggerire la pressione una chance per Moretti, che al 18’ non trova la correzione sottorete su un cross di Giacomelli. Al 29’ Moretti scarica tutta la rabbia per l’ammonizione che gli farà saltare il derby di Cittadella in una punizione che sorvola di poco la traversa. Rastelli si gioca il tutto per tutto inserendo la terza punta, Comi, al posto dell’inconcludente Soumaré: ma ad andare vicino all’1-1, subito dopo, è un altro neoentrato, D’Angelo, che ci prova due molte ma sbatte addosso a Vigorito.

Al 35’ Cocco spreca l’occasione per chiudere la partita: fuori di poco la sua palombella su imbeccata deliziosa di Di Gennaro. L’assalto irpino non trova sbocchi: il Menti si esalta sulle uscite di Vigorito quasi fossero dei gol. Quattro minuti di recupero e la gioia può esplodere: per quanto provvisorio, è secondo posto.

VICENZA-AVELLINO 1-0

VICENZA (4-3-3):  Vigorito; Sampirisi, Brighenti, Manfredini, D’Elia; Moretti (36’ st Sbrissa), Di Gennaro, Cinelli; Laverone, Cocco, Giacomelli (24’ st Vita). A disp.: Bremec, Alhassan, Spinazzola, Garcia Tena, Petagna, Camisa, Ragusa. All. Marino.

AVELLINO (4-3-1-2):  Gomis; Pisacane, Ely, Chiosa, Bittante; Koné, Arini (1’ st Sbaffo), Schiavon (25’ st D’Angelo); Soumaré (32’ st Comi); Trotta, Castaldo. A disp.: Bavena, Fabbro, Regoli, Vergara, Angeli, Almici. All. Rastelli.

ARBITRO:  Pinzani di Empoli.

MARCATORE: pt 37’ Cocco.

NOTE: serata mite, terreno in precarie condizioni. Spettatori 10.425, incasso 81.057 euro. Ammoniti: Moretti (V), Chiosa, Arini, Sbaffo e Schiavon (A) per gioco scorretto, Di Gennaro (V) per comportamento non regolamentare. Angoli: 1-0 per l’Avellino. Recuperi: pt 0’, st 4’.

Monica Zoppelletto

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