Santa Corona, via al restauro delle tele del Maganza

Tornerà al suo originario splendore la “piccola Cappella Sistina” vicentina. Così è stata ribattezzata, amorevolmente dai vicentini, la Cappella del Rosario nella chiesa di Santa Corona, attualmente orfana delle 34 tele che dal 1600 ne ornano pareti e soffitto. Presto però il ciclo pittorico realizzato da Alessandro Maganza e dalla sua bottega tornerà al suo posto. La Fondazione Roi si occuperà, infatti, del restauro delle tele, delle cornici lignee e dei lacunari lignei con decorazioni dorate del soffitto, insieme alla Soprintendenza per i beni storici artistici ed etnoantropologici per le province di Verona, Rovigo e Vicenza. Ad ottobre 2016, quindi, il restauro del monumento cittadino potrà dirsi completo.

Gianni Zonin
Gianni Zonin

Dal 2009 al 2012 la chiesa di Santa Corona è stata, infatti, messa a nuovo grazie a dei lavori complessivi di riqualificazione. I lavori non hanno però interessato il ciclo decorativo della Cappella del Rosario, che da allora è rimasta con pareti e soffitti spogli. Con un finanziamento che andrà dai 200 ai 300 mila euro, la Fondazione Roi restaurerà, quindi, le 34 tele realizzate tra il 1613 e il 1621 nella bottega del Maganza. L’intervento conservativo interesserà una superficie totale di 100 metri quadrati dove sono rappresentante la battaglia di Lepanto, le storie dell’infanzia di Maria e episodi della vita della Vergine.

“Il restauro – ha spiegato Gianni Zonin, presidente della Fondazione Roi – sarà concluso entro 18 mesi e festeggeremo il ritorno delle tele in un giorno simbolico: il 7 ottobre 2016, esattamente 515 anni dopo la battaglia di Lepanto. In questa data Santa Corona celebra la festa del Rosario e la Cappella è stata eretta proprio per commemorare la vittoria di Lepanto. Inoltre, metteremo dei ponteggi speciali, nella fase finale del restauro, per permettere ai cittadini di vedere da vicino le tele del soffitto”.

Achille Variati
Achille Variati

“La Chiesa di Santa Corona – ha detto il sindaco di Vicenza, Achille Variati – è una delle tappe fisse nella visita della città. Quando la nostra “Cappella Sistina” riavrà le sue tele sarà una delle cappelle più prestigiose di Vicenza, che si conferma sempre di più come una vera città d’arte”.

“L’assenza del ciclo decorativo – ha precisato il soprintendente per i beni storici artistici ed etnoantropologici, Fabrizio Magani – dura da troppo tempo e costituisce una ferita per questo monumento. Ringraziamo la Fondazione Roi che restituirà unità a questo luogo”.

Martina Lucchin

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