venerdì , 30 Aprile 2021

Centro creativo a Vicenza, opportunità irrinunciabile

E’ noto a tutti come lo sviluppo di una passione possa diventare opportunità di scoperta e miglioramento di sè. Coniugare dunque la passione con il lavoro dovrebbe essere un obiettivo di tutti noi e la politica amministrativa di ogni società dovrebbe favorire ed incentivare ogni aspetto utile allo scopo. Buone pratiche adottate in varie località del nostro paese (vedi: www.labsus.org, www.yourban.org, www.pophub.it, www.famocose.it) dovrebbero essere naturalmente replicate in modo concreto anche nella nostra città di Vicenza.

Ad esempio, perché non individuare uno dei tanti fabbricati pubblici abbandonati soggetti ad un evidente degrado ? Perché non concederlo in comodato d’uso gratuito a qualche associazione che si impegni ad una riqualificazione destinata ad ospitare un luogo d’incontro nel quale le passioni possono trasformarsi in integrazione al reddito o in un buon lavoro in particolare per persone attualmente disoccupate ? Uno spazio adeguato nel quale sia rispettata la dignità della persona, con la possibilità di esprimere la propria creatività insieme ad altri in laboratori artigianali-artistici e in qualsiasi altra forma espressiva utile per un’eventuale start-up innovativa.

Il nostro comune con altri 17 comuni della provincia ha attivato uno sportello interessante (www.cercandoillavoro.it) nel quale è proposto un servizio per dare una risposta concreta alle richieste occupazionali. In particolare vengono forniti strumenti utili per una ricerca attiva alle persone in cerca di lavoro, ed alle aziende in cerca di figure professionali viene data la possibilità di conoscere, creare e trovare tali figure attraverso progetti e azioni dirette. Sono convinto che integrare questo servizio con un centro creativo collegato all’attuale centro servizi per l’impiego della Provincia sarebbe una cosa buona e giusta, anche per dare sostanza ad un sistema gestionale troppo burocratico e spesso inefficiente.

Questo darebbe anche l”opportunità di sfruttare le risorse economiche che l’Europa mette a disposizione per progetti integrati in un sistema condiviso con gli altri Paesi. E consentirebbe inoltre di applicare progetti che la nostra Regione, insieme ad Unioncamere Veneto, ha proposto con un documento del settembre 2014 concernente “ Le buone pratiche di riuso e di gestione unitaria di unità immobiliari commerciali sfitte e inutilizzate in ambito urbano” scritto da Luca Tamini, docente di progettazione urbanistica di strutture commerciali del Politecnico di Milano. Azioni positive, quindi, spesso a costo zero, anche per riportare la politica alla sua funzione di servizio al cittadino. Ne abbiamo bisogno. Subito.

Lucio Zaltron

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