Carpediem, storia di una macchina che salva i bambini

Verrà presentato mercoledì 15 aprile, a Valdagno, un libro di grande interesse, del quale si è sentito a più riprese parlare anche sui media nazionali. Si tratta di “Carpediem”, del medico vicentino Claudio Ronco, direttore del reparto di nefrologia del San Bortolo, trascorsi di docenza universitaria anche all’estero, negli Stati Uniti soprattutto, innumerevoli pubblicazioni ed ora artefice di una macchina e di un metodo di cura per neonati con problemi renali che sta aprendo nuove frontiere a livello internazionale.

Claudio Ronco
Claudio Ronco

Il libro, il cui titolo non richiama tanto il celebre motto di Orazio essendo invece l’acronimo di Cardio Renal Pediatric Dialysis Emergency Machine ed anche il nome della macchina per la cura renale dei neonati ideata da Ronco, prende le mosse dalla vicenda di Lisa, una bambina venuta al mondo con gravissimi problemi nefrologici, per la quale l’unica speranza di sopravvivenza era la dialisi.

Ma c’era un problema: non esistevano macchine per la dialisi di un neonato, essendo questi dei casi rari per i quali le multinazionali del settore non hanno mai investito dato che non vi vedevano un ritorno economico. Ma Lisa è stata salvata, ed è successo all’ospedale San Bortolo di Vicenza grazie ad macchina per la dialisi neonatale costruita proprio per lei ed inventata da Claudio Ronco, poi chiamata Carpediem appunto.

libro-ronco-carpediem1Il libro ha la prefazione di Umberto Veronesi, celebre oncologo che non ha certo bisogno di presentazioni. “Carpediem – vi si legge – è un miracolo della tecnologia e della fusione di più discipline scientifiche allo scopo di realizzare il rene artificiale perfetto per i bambini neonati. Qualcosa che non c’era, qualcosa di cui vi era necessità, qualcosa che, per fare eco ai colleghi americani, cambierà il modo di fare medicina nei pazienti neonati con problemi renali”.

E’ c’è infine anche un altro aspetto che merita di essere segnalato, e fatto notare magari agli strapagati menager delle multinazionali che pensano solo al profitto. La macchina Carpediem non è stata brevettata, in altre parole chi l’ha concepita non ci farà dei soldi sopra, ed anche le aziende che la producono e la vendono hanno assunto l’impegno, ogni dieci macchinari venduti, di donarne uno ad un ospedale pubblico.

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