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A Villa Caldogno apre la mostra “Camminamente”

Ci saranno camminatori internazionali, dalle terre del ghiaccio ai grandi deserti, per l’inaugurazione della mostra “Camminamente: scarpe, strade, camminatori e pellegrini” , domani stasera a Caldogno, alle 20. La mostra sarà visitabile fino al 10 maggio, a Villa Caldogno, sede della prestigiosa rassegna “Scienza & Conoscenza”, promossa dalla locale Proloco. Arriveranno camminatori da grandi imprese, del calibro del friulano Michele Pontrandolfo, o del bresciano Marco Berni. Ma non mancheranno i pellegrini locali che hanno compiuto importanti cammini: il vicentino Giovanni Bruttomesso, che è andato da Canterbury a Gerusalemme a piedi, nel 2013. Sempre vicentino è il camminatore scalzo Tom Perry.

Ospite d’onore sarà l’anziano Roberto Bassi, che oggi risiede nella casa di riposo di Breganze, passato alla storia nel 1971 per essere partito da Roma e arrivato a Tokyo dopo 14 mesi di cammino, per onorare la memoria dell’aviatore Arturo Ferrarin. Tanti camminatori assieme non si vedono facilmente, ma i protagonisti della mostra saranno comunque altri: le loro scarpe. Il tutto è proposto secondo un percorso ideato dall’artista vicentino, Antonio Gregolin, già autore della mostra “Terra nelle Scarpe”, nel 2013, che si propone al pubblico con questoi inedito grande sentiero sulle scarpe dei grandi camminatori.

Ventisette calzature ed altrettante storie, alcune di queste fatte giungere anche dal Canada, patria di Jean Beliveau, unico uomo ad aver compiuto in 11 anni il giro del mondo a piedi. Per il presidente della Proloco di Caldogno, Massimo De Tomasi, sarà “un’occasione unica e gratuita per scoprire grandi avventure. Viaggi estremi e pellegrinaggi dal sapore d’altri tempi. Ma soprattutto, cercar di capire da dove nasca quel processo mentale e fisico legato al nostro camminare quotidiano”.

Camminamente si fonde anche con la mostra fotografica “Cammino di luce”, del pellegrino spagnolo Francisco Sancho, che tra qualche mese ripartirà per un lungo pellegrinaggio di oltre 11 mila chilometri. “L’impresa – spiega Gregolin – è stata quella di raccogliere così tante scarpe diverse, anche di camminatori che sono per strada in questo momento. Come quelle del giovane torinese Mattia Miraglio, partito un anno fa dall’Italia e che ora si trova in Thailandia, diretto in Australia per compiere attraverso i cinque continenti 50 mila chilometri. Solo quando chiedi le scarpe ad un camminatore puoi capire il legame che lo unisce ad esse”.

In mostra anche scarpe simboliche e storiche. “C’è chi cammina per passione – osserva Gregolin – e chi invece è costretto a farlo per fuggire dalla guerra. Quindi esponiamo anche le scarpe fatte giungere dal Magazzino 18 di Trieste, dove si trovano le storiche masserizie dei profughi istriano dalmati del 1950. Da Sarajevo arrivano le scarpe di una donna che nel 1994 venne presa di mira da un cecchino, durante la guerra di Bosnia. Di struggente attualità sono quelle ancora sporche della sabbia del deserto, recuperate da un barcone di migranti che nel 2013 approdò a Lampedusa dopo aver perso in mare metà del suo carico umano”. Parallelamente alla mostra, si aprirà stasera anche l’estemporanea di pittura degli allievi della scuola di Vico Calabrò, con una performance musicale nel salone nobile della villa, del chitarrista Franco Guidetti che dedicherà un tributo a Palladio, con il concerto “To a certain Mr Andrea Palladio”.

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