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Anziani, la Regione dà il via all’accordo con Vicenza

Chi, a Vicenza, ha in famiglia anziani non autosufficienti ha da oggi qualche motivo per guardare al futuro con più ottimismo. E’ stato infatti reso esecutivo l’accordo di programma tra la Regione del Veneto, il Comune di Vicenza e l’Ipab di Vicenza, riguardante l’intervento per la programmazione dei Centri di servizio residenziali per anziani non autosufficienti e per la qualificazione dei servizi semi residenziali, sempre per anziani non autosufficienti. “L’accordo – spiega la Regione in una nota in proposito – parte dalla considerazione della peculiarità demografica del Comune di Vicenza, caratterizzata da una forte presenza di anziani, che comporta la necessità di una riqualificazione dei posti letto per non autosufficienti con un potenziamento dell’offerta di servizi in termini soprattutto qualitativi”.

Insomma, dovrebbe trattarsi di un passo avanti, e di un miglioramento del servizio offerto a questa fascia di popolazione così fragile e complessa. “L’adeguamento strutturale contenuto nel documento, – spiega più in dettaglio la Regione Veneto – oltre a corrispondere a una precisa prescrizione normativa, è opportuno sia per aumentare il gradimento dei cittadini utenti, sia per eliminare in parte le forti diseconomie, che sono legate all’attuale configurazione logistica, e che determinano maggiori oneri sulle rette a carico delle famiglie”.

Le risorse finanziarie complessive stanziate necessarie ammontano a 18 milioni di euro, dei quali 5,3 milioni sono fondi regionali già assegnati e 12,7 milioni derivano da alienazioni di beni patrimoniali dell’Ipab.

“Chiudiamo così nel migliore dei modi – ha commentato il presidente della Regione, Luca Zaia, – una vicenda complessa e annosa, risolta con il necessario spirito di collaborazione e superando polemiche che la gente non avrebbe sopportato. Ed è proprio alla gente che si rivolge l’intera operazione, che porterà migliori condizioni di vita e di assistenza per gli anziani e minori costi per le famiglie. Vicenza diventerà così un modello del buon welfare del Veneto”.

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