A Vicenza l’Equal Pay Day in via Cavour

“Stesso stipendio per lo stesso lavoro”, è questo lo sloga scelto per l’Equal Pay Day, la giornata per la parità di trattamento economico sul lavoro tra i sessi organizzata per oggi dal Comitato pari opportunità dell’ordine dei Dottori commercialisti e degli Esperti contabili di Vicenza, assieme al  Bpw Fidapa e con il patrocinio del Comune di Vicenza. C’è infatti ancora, in Italia, una persistente disuguaglianza di trattamento tra il lavoro svolto da un uomo e quello svolto da una donna, e questo va decisamente corretto in un paese che vuole essere all’altezza degli altri.

Questa mattina dunque, a Vicenza, in via Cavour, all’angolo con Corso Palladio, dalle ore 10 alle ore 13, è presente un punto informativo sulla differenza salariale tra uomini e donne. 
 Secondo gli ultimi dati della Regione Veneto, la differenza di stipendio tra donne e uomini è di oltre il 30 per cento, considerando gli impieghi a tempo pieno e part time, un dato che rappresenta quasi il doppio rispetto alla media europea del 15 per cento.

“Si tratta di un differenziale – ha osservato Carla Favero, presidente del Comitato pari opportunità dell’Odcec di Vicenza – che dipende da fattori culturali, economici e di conciliazione tra lavoro e famiglia, ed è sensibilmente legato all’età del contribuente, perché le disparità nei redditi percepiti tra donne e uomini aumentano nella fase della vita in cui si concentrano maggiormente i conflitti tra la realizzazione economica e quella familiare. Infatti in Veneto, nel trend di crescita per classi di età comprese tra i 25 ed i 44 anni, le donne evidenziano una crescita decisamente più contenuta rispetto agli uomini”.

Durante l’Equal Pay Day sarà anche effettuata una raccolta di firme per chiedere la deducibilità fiscale completa delle spese sostenute dalle famiglie per le colf e le badanti. “Si tratterebbe di un primo incentivo – ha aggiunto Favero – per permettere alle donne di dedicarsi al lavoro con maggiore serenità, senza avere tutto il peso della famiglia sulle proprie spalle”. Fra le cause principali del gender pay gap, l’organizzazione Bpw Fidapa ha rilevato la discriminazione al momento dell’assunzione, l’inquadramento inferiore, il demansionamento post maternità con prospettive minori di sviluppo di carriera, e la percentuale ancora troppo esigua di uomini che condividono i lavori di cura nell’ambito della famiglia.

“Nonostante l’articolo 3 della nostra Costituzione – ha sottolineato Francesca Bressan, presidente Fidapa Vicenza -, che sancisce la parità di ogni cittadino sotto tutti gli aspetti, senza distinzioni di sesso, in Italia non è ancora pienamente raggiunta la parità retributiva fra uomo e donna. Anche secondo il diritto comunitario è illegale discriminare le donne sul lavoro. Purtroppo, invece, esistono differenze davvero molto consistenti: in Italia una donna guadagna meno di un uomo e soprattutto ha un accesso limitato nella progressione della carriera, proprio per l’influenza del ruolo familiare che svolge, rendendo le donne italiane cittadine penalizzate. Quante ragazze rinunciano oggi a fare figli in età giovanile per inseguire la carriera? E il rinvio non fa certo bene alla società”.

La giornata vuole sensibilizzare su tre obiettivi: porre l’attenzione in Vicenza sulle differenze salariali tra uomini e donne, sottolineare le conseguenze del problema e individuare concretamente le possibili soluzioni. Le differenze salariali tra uomini e donne, infatti, non significano per le donne solo guadagnare meno degli uomini nel presente, ma incidono anche pesantemente sulle future retribuzioni pensionistiche, fattore questo che le espone ad un più alto rischio di povertà nell’età.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Aggiorna le impostazioni di tracciamento della pubblicità