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Nella foto il cantiere del bacino di Trissino

Trissino, partono i lavori del bacino di laminazione

Indossati caschetto e casacca, Luca Zaia sale sulla ruspa, accende i motori ed inizia a scavare. Il presidente del Veneto dà così il via ai lavori per la realizzazione del bacino di laminazione di Trissino. Nel comune dell’ovest vicentino si sono infatti riunite oggi diverse autorità locali e regionali, tra cui l’assessore regionale all’ambiente Maurizio Conte e i sindaci di Trissino e Arzignano Davide Faccio e Giorgio Gentilin, per inaugurare il cantiere che entro due anni consegnerà una maxi cassa di espansione in grado di contenere quasi 3 milioni di metri cubi d’acqua. Le possibili piene del torrente Agno non spaventeranno più quindi i territori locali e nemmeno quelli del basso veneto. Il bacino di Trissino infatti rientra nelle opere per la messa in sicurezza del territorio, dopo l’alluvione che nel 2010 colpì duramente la provincia di Vicenza e l’intera Regione.

Luca Zaia
Luca Zaia

Non si parte, però, proprio da zero nella realizzazione del bacino di Trissino. I lavori, infatti, dovranno ampliare le aree golenali presenti nei territori di Trissino e Tezze di Arzignano, in modo tale da sostenere il già esistente bacino di Montebello in caso di piene straordinarie. Dopo la pulizia e messa in sicurezza dell’area in questione, in tutto 70 ettari, i lavori veri e propri possono quindi partire: verrà ingrandito il bacino esistente, esportando circa 3 milioni di metri cubi di ghiaia, e verranno alzati di 1 metro gli argini nella parte finale del bacino.

Il tutto per la bellezza di 23 milioni, 5 dei quali saranno ricavati dalla vendita dei materiali di scavo mentre 17 sono messi in campo dalla Regione, che ha affidato la realizzazione del bacino al Consorzio di bonifica Altapianura veneta. I lavori, che prevedono anche opere di mitigazione e compensazione per i comuni di Arzignano e Trissino, sono stati dati in appalto ad un’associazione temporanea di imprese (il Consorzio stabile Medoacus, il gruppo Idrabuilding e la cooperativa Coveco ) che ha concluso in novembre il progetto definitivo.

Silvio Parise
Silvio Parise

“Il paesaggio non verrà stravolto – sottolinea il presidente del consorzio, Silvio Parise – : il boschetto di salici rimarrà e verranno ripristinate le fasce boschive ai margini. Sarà un polmone verde ad uso dei cittadini di Trissino”. “In caso di riempimento del bacino, non ci saranno problemi per la falda di Tezze – continua poi Parise, facendo riferimento alle critiche sollevate dai comitati ambientalisti –. Il funzionamento dell’opera è stato messo a punto con un modello fisico che ha permesso di fare diverse e utili simulazioni”.

“Dopo l’alluvione del 2010 abbiamo aperto 925 cantieri piccoli e grandi – dice Luca Zaia -, tra questi il bacino di Trissino e anche quello di Caldogno, che sarà completato in estate e che conterrà 4 milioni di metri cubi d’acqua. Il tutto con soldi della Regione che ha messo in bilancio ogni anno 50 milioni per le opere idrogeologiche. Non è possibile avere la sicurezza assoluta, ma lavoriamo per ottenere la sicurezza massima”.

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