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Vicenza, un progetto per aiutare le famiglie

Da una parte il generale invecchiamento della popolazione, dall’altra delle risorse statali per il welfare sempre più ridotte all’osso, e in mezzo le famiglie. Sono loro, infatti, che si fanno carico di tutti gli aspetti relativi all’assistenza delle persone care in difficoltà. Ed è a loro che si rivolge il progetto “FamigliaPiù”, messo in campo dalla Cisl di Vicenza, dal Consorzio di cooperative sociali Prisma e dall’agenzia per il lavoro Umana. Il primo obiettivo è quello di creare una rete, fatta di sportelli e servizi, che sia in grado di affiancare le famiglie nell’assistenza a anziani, disabili o malati non autosufficienti. Il secondo, è promuovere la legalità nel lavoro di chi in genere aiuta le famiglie in queste occasioni: le assistenti familiari, meglio conosciute come colf o badanti.

Gianfranco Refosco
Gianfranco Refosco

Il primo passo, quindi, consiste nel recarsi in uno dei 15 sportelli dei tre soggetti coinvolti nel progetto, dislocati nel territorio di Vicenza. Prisma si occuperà poi di capire le necessità della famiglia e di trovare la risposta più adeguata. La soluzione potrebbe arrivare dai servizi che il territorio offre, oppure potrebbe rendersi necessario l’utilizzo di un’assistente familiare. In questo caso interviene Umana, che si occupa non solo dell’individuazione di assistenti disponibili ma anche della loro formazione, mentre alla Cisl ci si potrà rivolgere per la definizione del contratto di lavoro o per regolarizzare situazioni di badanti assunte in maniera illegale.

“Questo progetto, il primo in Veneto,– ha spiegato il segretario generale di Cisl Vicenza, Gianfranco Refosco -, è stato avviato in via sperimentale ad ottobre partendo dalla fotografia della società attuale: il 20 per cento della popolazione vicentina è ultra sessantenne e sempre più persone hanno bisogno di sostegno, il sistema pubblico non riesce a dare delle risposte adeguate e aumentano le famiglie che utilizzano badanti, È necessario che queste persone siano professionali e che siano messe in situazioni di lavoro regolari”.

Mario Barbieri
Mario Barbieri

I tre soggetti coinvolti nel progetto provano, quindi, ad offrire un sistema di welfare alternativo, che vada ad alleggerire anche il peso economico che le famiglie portano nell’assistere persone non autosufficienti.

“Di frequente le famiglie faticano a riconoscere la propria reale e specifica necessità – ha detto Eleonora Poletto, responsabile del servizio di assistenza alla persona di Prisma -. Noi indichiamo loro la strada migliore e quali servizi offre il territorio, proponendo diverse modalità di assistenza e quindi anche un possibile risparmio”.

“Quello delle assistenti familiari – ha rimarcato Mario Barbieri, responsabile relazioni istituzionali e politiche per il lavoro di Umana –  è una fetta di mercato importante per un’agenzia del lavoro legata al territorio come la nostra. Vogliamo, infatti, che gli anziani non sia condannati agli arresti domiciliari, ma anche che le badanti siano tutelate in quanto lavoratori”.

Martina Lucchin

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