Breaking News

Vicenza, firmato l’accordo tra sindacati e Campagnolo

Dopo la grande paura dei mesi scorsi arrivano altre buone notizie a proposito del futuro della Campagnolo e di chi vi lavora. La nota, ed anche prestigiosa, azienda vicentina che produce componentistica per biciclette, anche da competizione, ha infatti sottoscritto un accordo con i sindacati Fiom e Fim sul piano industriale e sulla riorganizzazione aziendale. Si ricorderà infatti che un paio di mesi fa l’a società aveva preannunciato una possibile delocalizzazione in Romania destando una diffusa preoccupazione e rammarico per il timore di perdere, o quantomeno offuscare, un marchio di rilievo dell’economia locale.

La delocalizzazione, naturalmente avrebbe portato alla perdita di parecchie decine di posti di lavoro nello stabilimento di Vicenza. Nelle settimane seguenti poi c’è stato un primo cessato allarme, con la Campagnolo che è tornata sulla sua decisione, sospendendo i 68 licenziamenti ipotizzati. Ora l’accordo con i sindacati, sottoscritto ieri, lunedì 30 marzo, dopo oltre due mesi di vertenza e numerosi incontri nella sede di Confindustria Vicenza. I contenuti dell’accordo sono stati discussi coin i lavoratori, in una assemblea che si è tenuta giovedì 26 marzo, e poi sottoposti al referendum che si è svolto tra vederdì 27 e il mattino di lunedì 30 dal quale è arrivato il via libera da circa il 90% dei votanti.

“L’accordo – spiegano Fiom e Fim – prevede in sostanza l’avvio di un percorso che punta a rilanciare la competitività della Campagnolo, ed in particolare del sito produttivo di Vicenza, con una specializzazione dello stesso ed il mantenimento del suo ruolo primario rispetto alle attività del gruppo”.

Nello specifico, si disegna un piano industriale triennale che prevede: investimenti tecnologici, in ricerca e sviluppo e marketing; analisi e miglioramento dell’organizzazione del lavoro e dei flussi produttivi; attività di formazione per i dipendenti. Il tutto accompagnato dall’utilizzo del contratto di solidarietà, che coinvolge i reparti produttivi, e lo strumento della mobilità volontaria. “Il percorso che si avvia – mette ancora in evidenza il sindacato – prevede anche un confronto costante tra la direzione aziendale, e i rappresentati territoriali dei lavoratori, con modalità e tempistiche definite che prevedono incontri a livello aziendale e in sede di Confindustria”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *