Vicenza, ancora ricatti hot sul web

Sono sempre in aumento i ricatti sessuali sul web da parte di signorine che incantano gli uomini e poi li ricattano chiedendo ingenti somme di denaro per rimuovere le prove scottanti. Negli ultimi giorni, a Vicenza, negli uffici di viale Mazzini, sono stati due gli uomini che si sono presentati a sporgere denuncia per questo. Il 10 marzo, un ragazzo di 24 anni, è stato contattato da una ragazza su Facebook e, dopo aver visto di avere degli amici in comune con lei, ha accettato la sua amicizia e ha iniziato a chattare. La ragazza gli ha detto di trovarsi in vacanza a Vicenza e di essere ospite a casa di amiche. Dopo un po’ gli ha chiesto di vedersi via Skype, per fare qualche giochino. Quando è iniziata la video chiamata la giovane ha iniziato a spogliarsi e il 24enne ha ribadito più volte di non voler fare altrettanto, invitandola a smettere, per poi chiudere la video chat.

Dopo un paio di minuti il giovane ha ricevuto un sms (durante la chat si erano scambiati i numeri di telefoni) che diceva: “Vai su Skype e guarda questo video” e lui, che si trovava in auto, ha guardato e ha visto l’immagine di uomo intento a masturbarsi ma di cui non si vedeva il volto. Al video era stato fatto un montaggio con la voce del malcapitato che lo faceva sembrare il protagonista della scena. La ragazza, di origine francese ma che parlava l’italiano correttamente, gli ha detto che per rimuovere il video doveva sborsare 2 mila 500 euro. Naturalmente la somma non è stata pagata e il ragazzo si è rivolto subito alla Polizia di Stato per denunciare il fatto.

L’altra vittima del ricatto è un 55enne che ha vissuto la stessa storia del giovane. Anche lui, dopo avere parlato un po’ con una ragazza conosciuta sul web, ha ricevuto la richiesta di vedersi su Skype. Una ragazza di colore ha iniziato a spogliarsi invitandolo di fare altrettanto ma lui ha subito terminato la chiamata. Dopo un po’ gli è arrivato un video: sempre con un uomo, di cui non si vede la faccia, mentre si masturbava che parlava con la sua voce. La donna non ha chiesto soldi per rimuovere tutto ma ha indicato delle coordinate dove l’uomo avrebbe dovuto versare una somma di denaro comunicato in seguito. Anche in questo caso il 55enne si è rivolto al 113.

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