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La fondazione Zoe a Vicenza

Vicenza, Selene Biffi, maestra di Kabul, alla fondazione Zoe

La Fondazione Zoe di Vicenza ospiterà venerdì 13 marzo alle 18, nell’elegante sede del settecentesco palazzo Bissari in corso Palladio, la presentazione del recente libro di Selene Biffi La maestra di Kabul. Si può cambiare una pesante realtà di guerre e privazioni sociali tramite una scuola per cantastorie? Questa la domanda che deve essersi posta l’autrice al momento di decidere se intraprendere o meno l’ennesima sfida in un’area geografica del mondo tra le più a rischio. Fondatrice di start-up sociali e vincitrice di decine di premi internazionali, Selene Biffi ha portato così la propria opera in Afghanistan, una nazione devastata da 35 anni di guerre, fondando dal nulla una scuola per cantastorie, con il duplice scopo di recuperare la tradizione orale afghana e utilizzare la narrazione come mezzo per diffondere valori e promuovere lo sviluppo locale.

libroQuando nel 2013 torna in Afghanistan dopo una prima esperienza con l’Onu, Biffi ha in mente un progetti chiaro. Prendendo spunto dal proprio lavoro di creatrice di imprese con fini umanitari, decide che a Kabul vuole aprire una scuola in un Paese con un tasso di analfabetismo pari quasi all’80%, in cui gli insegnamenti e la cultura si tramandano di generazione in generazione spesso soltanto attraverso il racconto orale. Se questo è vero, allora perché non partire dalla tradizione, insegnando ai giovani a raccontare storie?

E visto che l’8 marzo è passato da poco, val forse la pena di ricordare che, a volte, quelle che sembrano belle favole, con impegno e tenacia possono divenire realtà. Dunque proprio come nelle favole, la protagonista deve superare molte prove: combattere contro una società che alle donne riserva sempre un posto nelle ultime file, sfidare burocrazia e corruzione, addirittura sfuggire ad un attentato. Ma ogni volta che è sul punto di mollare, trova un motivo per andare avanti: il professore innamorato di Dario Fo, la sorpresa di entrare per caso in un negozio di aquiloni, lo sguardo grato di un allievo fiero di essersi alzato in piedi e parlare.

“I giovani afghani sono cresciuti con la guerra e le bombe – ha detto la Biffi in un’intervista qualche tempo fa – . Ma c’è ancora la speranza di salvare la propria cultura, le proprie origini, che si basano su racconti fondati su dialogo e convivenza civile, creando una realtà nuova, diversa, capace di trasformare positivamente il conflitto. Ho scelto di andare a Kabul ben conscia di quanto fosse difficile essere una giovane donna straniera che agisce quasi da sola in un luogo come l’Afghanistan. Ma ho superato la paura ricordando la mia motivazione, la volontà di fare un lavoro che porti beneficio a chi ne ha bisogno”.

L'interno della sede Zoe a Vicenza
L’interno della sede Zoe a Vicenza

Il libro è una di quelle letture che una volta avremmo definito edificanti, usando un aggettivo forse oggi desueto. Eppure non riusciamo a trovarne di migliori per descrivere questa storia, narrata con semplicità e chiarezza. Una storia di determinazione e coraggio, umanità e passione, che mostra il volto più sano della cooperazione internazionale, quella fatta da chi crede nell’ormai famoso slogan “un mondo migliore è possibile”. Da chi è convinto che cambiare il mondo si possa, semplicemente cominciando a farlo. Senza proclami nè grandi investimenti. Semplicemente mettendosi in gioco e accollandosi il rischio in prima persona.

E a confermare la serietà della persona, vale ricordare un dettaglio non da poco: contattata da tre partiti di schieramenti politici diversi che le hanno offerto un seggio in Parlamento – con tutti i benefici che ne sarebbero derivati – Biffi ha detto no. La motivazione? Quelle proposte, a suo dire, non valorizzavano il talento, quanto l’immagine o il nome. Quanti dei politici italiani di nuova generazione seduti oggi nei loro comodi seggi potrebbero dire altrettanto?

Inserito nel ciclo di incontri “Zoé riflette con…”, l’evento sarà moderato dalla giornalista Giulia Salmaso. L’ingresso è libero fino ad esaurimento dei posti. Per informazioni: Fondazione Zoe Tel. 0444 – 325064.

Alessandro Scandale

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