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Vicenza, il Centro antiviolenza compie tre anni

Il Centro antiviolenza del Comune di Vicenza rimarrà aperto e funzionerà a pieno regime. Lo dicono forte e chiaro l’assessore alla comunità e alle famiglie, Isabella Sala, il consigliere delegato alle pari opportunità, Everardo Dal Maso, e Lucia Fazzina dell’associazione Donna chiama Donna, che gestisce il centro insieme a Comune, Asl e servizi del territorio. Dopo le incertezze dovute a motivi di budget, il Centro antiviolenza (Ceav) festeggerà quindi ad aprile il terzo anno d’apertura. Le risorse a disposizione per il Ceav, che si fa carico dell’accoglienza di vittime di violenze, di coordinare la rete dei servizi presenti sul territorio e di informare e sensibilizzare, rimangono comunque limitate. Ma la sua esistenza non viene più messa in dubbio, considerato anche il numero crescente di contatti, dal 2012 ad oggi più di 500, sempre più trasversali alla popolazione: soprattutto donne di nazionalità italiana, ma anche uomini, da Vicenza e dai comuni della provincia.

Isabella Sala
Isabella Sala

Purtroppo, infatti, il fenomeno della violenza di genere continua ad essere consistente: 305 persone, sui 572 contatti avuti, sono state infatti prese in carico in quanto vittime di maltrattamenti. Violenze che si perpetuano soprattutto nell’ambito domestico e da parte del partener; violenze fisiche, ma anche psicologiche ed economiche, che per la loro sottigliezza sono ancora più difficili da denunciare. Situazioni che coinvolgono con percentuali davvero elevate, per il Ceav si parla del 95 per cento, le donne. Anche gli uomini, però, si rivolgono al centro comunale, nella maggior parte dei casi per denunciare maltrattamenti da parte di figli, vicini di casa o mogli.

Per 30 ore a settimana, dal lunedì al venerdì con orari diversi, le operatrici e volontarie del Ceav si occupano quindi di queste persone, offrendo un aiuto che va dalla consulenza psicologica a interventi di protezione immediata fino al sostegno legale. “Prendiamo in carico – spiega Lucia Fazzina dell’associazione Donna chiama Donna – singole persone che abbiano subito violenza, non ci occupiamo di nuclei familiari o coppie. Il nostro compito è di aiutarle ad uscire da situazioni in cui subiscono una forte prevaricazione: una violenza che non è per forza accompagnata da piatti che si rompono, ma che condiziona sempre tutta la vita di queste persone”.

Lucia Finazzi
Lucia Finazzi

Dell’importanza del servizio del Comune di Vicenza ne sono convinti anche Sala e Dal Maso, che mettono in campo una serie di iniziative per raccogliere fondi. Da quando, infatti, il Ceav è finanziato solo dale donazioni e dai contributi di comune e regione, e non più anche dalla Fondazione Cariverona, le risorse sono sempre scarse. Nel 2015, a fronte di una richiesta di quasi 90 mila euro, il Ceav riceverà da Comune e Regione solo 40 mila euro.

“Chiederemo alla Conferenza dei sindaci dell’Ulss 6 – fa sapere Sala – di dare un contributo, visto che il 42 per cento degli utenti viene da fuori il Comune di Vicenza”. Le donazioni, poi, rimangono un aiuto essenziale. Un’agenzia di comunicazione sta quindi lavorando gratuitamente ad una campagna di informazione: il Ceav può essere infatti sostenuto donando il 5 per mille al Comune di Vicenza o partecipando alle iniziative di raccolta fondi.

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