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Un'immagine dell'edizione 2014 di Vinitaly

Verona, a fine marzo torna la prestigiosa vetrina Vinitaly

Una manifestazione che più d’ogni altra ha scandito l’evoluzione del sistema vitivinicolo nazionale ed internazionale. Appuntamento fondamentale per il sistema italiano, Vinitaly rappresenta nel mondo tutta l’esperienza vitivinicola italiana. La fiera di Verona in programma dal 25 al 29 marzo nel quartiere fieristico sarà anche quest’anno l’occasione per operatori e visitatori di incontrarsi in quella che è la vetrina nazionale più prestigiosa del mondo del vino.

L’anno scorso la rassegna ha inaugurato due nuovi saloni, Vininternational – per dare organicità alla presenza degli espositori esteri – e Vinitalybio, il salone dei vini biologici certificati, e ha proposto una nuova iniziativa dedicata agli incontri d’affari denominata International Buyers’ Lounge.

Oggi, alla soglia del mezzo secolo, la 49° edizione del Vinitaly è stata presentata nei giorni scorsi a Roma alla presenza del Ministro delle politiche agricole Maurizio Martina, che ha rilanciato l’impegno del governo a supporto del vino italiano e la validità della collaborazione con Veronafiere per politiche di sviluppo economico e di promozione del made in Italy sui mercati internazionali.

Secondo Ettore Riello, presidente di Veronafiere, il taget è impegnativo ma possibile: incrementare l’export di vino italiano del 50% entro il 2020. Giovanni Mantovani, direttore generale di Veronafiere, ha detto che Vinitaly 2015 sarà la dimostrazione che l’unione delle forze è il modo migliore di fronteggiare il momento economico delicato e la fiera veronese anche quest’anno intende coinvolgere buyer e delegazioni di operatori selezionati da tutto il mondo, con un incremento dell’investimento finanziario del 34% rispetto allo scorso anno.

Il 2014 è stato difficile per varie congiunture internazionali, ma il sentore delle aziende è positivo, come risulta da un’indagine di Vinitaly su 30 tra le realtà enologiche più importanti. Ne è emerso che nel 2014 si è registrata una crescita del fatturato delle cantine italiane pari al 5% rispetto al 2013 e, dato importante, il 55% di queste esprime fiducia per il 2015. Il 35% in questi primi due mesi ha già avuto riscontri positivi e il 5% prevede un anno molto positivo.

Nonostante di questi tempi sia difficile fare previsioni, specie alla luce dei repentini e imprevedibili cambi negli assetti geopolitici internazionali che possono avere effetti diretti sul comparto, è indiscutibile, secondo Mantovani, che il settore vitivinicolo italiano stia confermando la sua vivacità e capacità di crescita.

Vinitaly2Questa edizione è stata pensata per permettere a produttori e operatori di amplificare al massimo le opportunità che si stanno delineando e per crearne di nuove. La fiducia sulla qualità delle iniziative di Vinitaly è confermata dal consolidamento oltre quota 4.000 del numero di espositori e della superficie occupata sopra i 91.000 metri quadrati, che diventano 100.000 con Sol&Agrifood ed Enolitech, i saloni dell’agroalimentare di qualità – con la parte dedicata all’olio extravergine di oliva – e dei mezzi tecnici per la filiera del vino e dell’olio che si svolgono in contemporanea.

Cambia anche la programmazione di Vinitaly and the City, il fuori salone serale. L’evento, che si svolgerà per la prima volta all’aperto nelle piazze storiche della città di Verona, è in calendario dal 19 al 24 marzo: sei giorni al posto dei due dello scorso anno, per dare agli appassionati e agli operatori in arrivo da tutto il mondo più tempo per scoprire il gusto e la qualità dell’enogastronomia italiana.

Tra le grandi iniziative di Vinitaly 2015, OperaWine in programma il 21 marzo in collaborazione con l’autorevole rivista americana Wine Spectator e, dal 16 al 20 marzo a Verona, il primo corso di certificazione per specialisti del vino italiano. A Vinitaly anche la presentazione ufficiale di Vino – A taste of Italy, il padiglione del vino all’interno del padiglione Italia dell’Expo 2015 di Milano, realizzato da Veronafiere Vinitaly su incarico del Ministero delle politiche agricole.

Alessandro Scandale

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