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“Un’altra difesa è possibile”. Un incontro a Vicenza

Un’altra difesa è possibile. E’ questa la parola d’ordine di una iniziativa di sensibilizzazione promossa da vari soggetti impegnati sul fronte della pace e per il disarmo e che verrà presentata domani, giovedì 26 marzo, durante una serata alla quale parteciperanno anche Bepi De Marzi, con un intervento dal titolo “L’imbecillità dei bombardieri”, e  Mao Valpiana, che illustrerà le ragioni e gli obiettivi della Campagna. L’incontro inizierà alle 20. 30 e si terrà presso il Centro culturale San Paolo di Viale Ferrarin 30, a Vicenza.

Si tratta, in buona sostanza, di una campagna di informazione e sensibilizzazione per arrivare ad un diverso approccio del nostro paese alle logiche della difesa.  E’ promossa da: Conferenza nazionale enti di servizio civile, Forum nazionale per il servizio civile, Rete della pace, Rete italiana per il disarmo, Sbilanciamoci, Tavolo interventi civili di pace. Vi si prevede anche una raccolta firme per una proposta di legge di iniziativa popolare tesa ad istituire in Italia una difesa civile non armata e nonviolenta

“L’Italia – scrive il Comitato vicentino della campagna Un’altra difesa è possibile, presentando l’iniziativa -, nell’artico 11 della Costituzione, ripudia la guerra, ma si continua ad acquistare armi. Crescono le spese militari. Continua la militarizzazione del territorio con sempre nuove basi. Il nostro Paese, pur essendo in piena crisi economica, si colloca tra le prime potenze militari e partecipa alla corsa agli armamenti più dispendiosa della storia, vedi il caso dei cacciabombardieri F35. L’esercito italiano è coinvolto con i suoi uomini e le sue armi in missioni di pace molto lontano dai confini e dagli interessi italiani. E’ necessario aprire nuove e coraggiose prospettive sul tema della difesa, nel rispetto della nostra Costituzione. Per questo proponiamo di istituire, con una legge di iniziativa popolare, una difesa civile non armata e nonviolenta, la formazione e l’addestramento dei Corpi civili di pace, la possibilità di una opzione fiscale che sposti risorse finanziarie dalla spesa militare a quella per la difesa civile nonviolenta, l’istituzione di un Dipartimento nazionale per la difesa civile e la risoluzione non violenta dei conflitti, un Centro nazionale per le ricerche sulla pace e la prevenzione dei conflitti”.

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