venerdì , 23 Aprile 2021

Thiene, “Maria di Magdala” in scena al Teatro Comunale

Si è appena conclusa al Teatro Comunale di Thiene la stagione di prosa ma la città non rinuncia al piacere del palcoscenico, ed ecco che il sipario si apre di nuovo, questa volta per un evento di teatro amatoriale. Ad andare in scena è la Compagnia La Zonta, una realtà thienese che negli ultimi anni ha conquistato prestigiosi riconoscimenti e che porta adesso in città lo spettacolo “Maria di Magdala”, sabato 11 aprile, alle 21, sempre al Comunale.

“Dopo allestimenti come SalomèMacbeth o Agnese di Dio – spiega Giampiero Pozza, regista dello spettacolo e interprete nel ruolo di Giuda – sono consapevole che ci si aspetti dalla Zonta un nuovo spettacolo di forti emozioni e anche un po’ provocatorio. Certamente anche Maria di Magdala può risultare provocatorio, in quanto il testo di Cristina Lanaro, ponendo alla sua base le sacre scritture e i documenti storici, ci apre gli occhi su quanto la figura di questa donna, dal ‘500 ad oggi, sia stata in qualche violentata da falsi miti e credenze popolari, che nulla hanno a che vedere con la sua vicenda. Paradossalmente, questa volta, saranno quindi i Vangeli, e non Dan Brown, la fonte della provocazione. Quanto alle emozioni, sono certo non mancheranno e di questo sono riconoscente agli attori che sono riusciti a calarsi in questa particolare ambientazione, mettendo tutta lo loro interiorità a servizio di personaggi così complessi e rappresentativi, mostrandone il lato più umano senza cadere negli stereotipi”.

La regia dello spettacolo, come dicevamo è di Giampiero Pozza che però firma anche le scene assieme a Marta Panciera, i costumi sono di Corrado Carollo in collaborazione con il Gruppo Amici di Thiene.

Il nome Maria ricorre spesso nei Vangeli. A distinguerla dalle altre, solo la precisazione della sua provenienza, in questo caso di Magdala. “Ma – si legge in una presentazione dello spettacolo – chi era veramente Maria Maddalena? Quali sono i reali motivi che l’hanno spinta ad entrare nella comunità di Gesù? Quanto c’è di vero nell’immagine che ci è stata tramandata di lei, prostituta redenta a fianco del Nazareno? Nel tentativo di ricostruire con clamore la figura della Maddalena, molti scritti recenti hanno attinto ai Vangeli apocrifi, dipingendola come l’amante o addirittura la moglie di Gesù. Nel testo teatrale di Cristina Lanaro, che sceglie invece di far riferimento unicamente a fonti storiche ed ai Vangeli canonici, a Maria di Magdala viene restituita la sua dignità di donna tra le donne, innamorata sì ma anche spaventata e confusa di fronte a ciò che la nostra mente non comprende”.

I Vangeli riferiscono che, al momento della crocifissione di Gesù, c’erano alcune donne che stavano ad osservare da lontano, che lo seguivano e lo servivano sin da quando aveva iniziato la predicazione in Galilea. Ancora le donne sono le prime a interrogarsi su quanto accaduto al sepolcro. Sono loro ad avere la forza di rimanere con lui  fino in fondo, ed anche per questo Maria di Magdala sceglie di raccontare gli anni della predicazione attraverso un’ottica diversa, quella femminile, quella di chi stava ai margini della carovana, non come contrasto ma come possibile ampliamento della lettura canonica.

Il copione di “Maria di Magdala” è stato premiato nel 2014 al Concorso nazionale di drammaturgia teatrale Umberto Bozzini. “Gesù parlava con le donne, discuteva con loro – ci spiega Cristina Lanaro, autrice del testo -. Niente di più ovvio per noi, niente di più rivoluzionario per la mentalità del tempo. Ma siamo sicuri che la discriminazione di genere sia assente dalla nostra società? Dopo quasi duemila anni, la storia della predicazione di Gesù è ancora accompagnata da stereotipi e pregiudizi. Maria di Magdala, ad esempio, nell’immaginario comune è solo l’eterna peccatrice, bisognosa di redenzione e perdono. Lei invece sceglie, autonomamente, di credere. È dalla forza di questa sua scelta che sono partita per cercare di immaginare la sua personalità, le sue riflessioni, i suoi sentimenti. Accanto a lei c’erano altre donne, alcune delle quali dimenticate dalla storia, ma come lei disposte a mettersi in gioco, ad uscire dagli schemi sociali, rischiando l’emarginazione. E allora perché non riscrivere la storia, dando voce alle donne?”. Biglietti in prevendita presso l’Ufficio promozione eventi culturali e turistici di Thiene, in Piazza Ferrarin.

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