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Lo striscione alla testa della fiaccolata
Lo striscione alla testa della fiaccolata

Tav, fiaccolata ai Ferrovieri per fermare l’opera

Un treno con la testa a forma di squalo che divora un intero quartiere. Quel treno è la Tav e quelle case rappresentano il quartiere dei Ferrovieri, dove questa sera è andata in scena una fiaccolata contro il passaggio dell’alta velocità/alta capacità a Vicenza. Un’opera che secondo molti avrà un impatto devastante per il quartiere. Così, più di duecento persone (diversi cittadini e anche alcuni consiglieri comunali) hanno sfilato per le strade dei Ferrovieri. In mano, fiaccole accese e bandiere dove quei treni, che da sempre hanno caratterizzato la fisionomia del quartiere, sono raffigurati come animali feroci pronti a distruggere il territorio. La fiaccolata, partita dall’anfiteatro di via Baracca, è arrivata fino alla passerella pedonale di via D’Annunzio, dove c’è stato un incontro inaspettato con dei soldati americani. Ad accompagnare il corteo un unico slogan: “Fermatevi”.

Il Comitato popolare dei Ferrovieri, nato un mese fa proprio per organizzare la mobilitazione contro la Tav, e le persone che hanno aderito alla manifestazione, chiedono infatti al sindaco di Vicenza, Achille Variati, di fermare l’iter avviato a gennaio per portare la Tav in città. L’obbiettivo è quello di ottenere una moratoria del progetto e avviare un percorso che favorisca la partecipazione e consultazione dei cittadini. Per questo motivo sono state raccolte 800 firme, che presto verranno consegnate al sindaco, ed è stata organizzata la fiaccolata.

“La Tav – ha spiegato, durante la fiaccolata, Mirko Urukalo, del Comitato popolare dei Ferrovieri – avrà un impatto devastante per il nostro quartiere: i binari ferroviari verranno interrati e sopra verrà costruita una strada a scorrimento veloce che porterà più traffico e smog; il cavalcavia Ferreto dei Ferreti verrò abbattuto e l’unico accesso per le auto nel quartiere sarà per via Maganza. Dovremo poi convivere per anni con i cantieri”.

La fiaccolata ha attraversato, quindi, i luoghi simbolo del quartiere: il cavalcavia e la passerella pedonale di via D’Annunzio. Qui, la processione si è però interrotta. Tra i binari della ferrovia, che passano sotto la passerella, diversi militari americani vengono infatti trovati al lavoro con mezzi militari e anche un pullman. Non hanno voluto rispondere ai manifestanti che chiedevano spiegazioni sulle loro attività, ma alcuni hanno comunque un’idea di quello che stava accadendo: “scaricano e caricano qualcosa – hanno detto – avviene ormai da mesi e sempre di notte”.

Il consigliere comunale del M5s Daniele Ferrarin, che ha partecipato alla fiaccolata, si prepara quindi a fare un’interrogazione al sindaco per riempire il silenzio dei soldati al lavoro con qualche spiegazione. Non sono state in silenzio, invece, le tante persone che si sono affacciate dai palazzi o sono uscite dai bar e ristoranti del quartiere, in alcuni casi incoraggiando le persone in strada durante la fiaccolata.

“Soprattutto sulle grandi opere – ha detto Liliana Zaltron, altro esponente del M5s in Consiglio comunale presente alla fiaccolata – bisogna sentire la voce dei cittadini. Il sindaco o i consiglieri potrebbero già farlo richiedendo un referendum, che avrebbe dei tempi molto più brevi rispetto a quelli previsti per una consultazione che parte dai cittadini. Li ho sollecitati a farlo, ma non ho ancora ricevuto una risposta”.

Martina Lucchin

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