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Schio, nasce Reclo, officina dei talenti nascosti

Può una vecchia bicicletta diventare un oggetto di arredo? Sì, se a trasformarla ci sono ingegno, creatività e buon uso delle mani. Con queste premesse nasce proprio oggi a Schio Reclò, un modo intelligente di recuperare materiale di biciclette in disuso per farlo diventare oggetto solidale di design. Reclò è un progetto che nasce all’interno del centro di accoglienza per persone senza dimora Casa Bakhita di Schio, uno dei punti più importanti dell’inclusione sociale nell’alto vicentino.

“Gli ospiti della casa – spiega Alessandra Turcato, presidente della cooperativa sociale Samarcanda onlus di Schio – completamente esclusi dal mercato del lavoro per motivi diversi, sono seguiti e formati dagli operatori della cooperativa nella Ciclofficina di Casa Bakhita. Questo è un modo concreto per dar loro la possibilità di rendersi utili, perché crediamo che il lavoro sia un elemento fondante per il recupero della dignità e la base per potersi ricostruire una vita. Cerchiamo di vedere il potenziale nascosto delle biciclette, le potenzialità che ha ogni singolo bullone di trovare nuovi usi e combinazioni”.

Così, nella sede di via Castello 18 a Schio, a partire dalla serata di venerdì 6 marzo, ci si potrà rendere conto in prima persona di come sia possibile, grazie all’impegno e alla buona manualità, ridare funzionalità, fascino, qualità ed estetica ad oggetti contemporanei nati dal recupero e dal riuso di questi componenti. Reclò usa materiali di recupero perché crede che una bicicletta non sia solo un oggetto da usare, ma un mezzo che parla anche di chi lo usa: un graffio, un segno di usura, rimandano alle strade, ai sentieri che quella bicicletta ha percorso.

“Con questo progetto – aggiunge Turcato – vogliamo accrescere ancora di più la nostra attenzione per il sociale, per il recupero delle abilità artigianali. Grazie alla sua lavorazione artigianale, ogni pezzo diventa unico e irripetibile. Ogni segno del tempo, da difetto diventa segno di unicità e memoria di una vita precedente della materia”.

Negli ultimi mesi Samarcanda aveva lanciato anche un altra interessante iniziativa a Schio, il Collettivo Sartoriale, un laboratorio e una sartoria creativa che vuole riportare la qualità al centro della manifattura tessile. L’obiettivo è quello di creare opportunità di inclusione e vuole farsi promotore di una nuova visione produttiva che rispetti l’eccellenza e la competenza.

Samarcanda è nata nel 2002 a Schio. Attualmente lavora quotidianamente con l’accoglienza, con percorsi di supporto a situazioni di difficoltà e disagio e con attività di prevenzione e promozione dell’integrazione e della qualità della vita. Gestisce a Schio Casa Bakhita e appartamenti di seconda accoglienza, accoglienza per adulti che vivono una temporanea condizione di disagio abitativo per problemi di migrazione, tossicodipendenza, perdita del lavoro. Il servizio di casa Bakhita prevede progetti individualizzati accompagnati da un assistente sociale ed un educatore.

Alessandro Scandale

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