Breaking News
Una festa di famiglie e bambini a Schio

Schio, famiglie in rete per una migliore qualità di vita

Fare sì, ma cosa? Fare rete. Non parliamo di calcio ma di cittadinanza. E se fosse un acronimo? FaRe sta infatti per famiglie in rete. L’idea è venuta agli amministratori di Schio, che rifacendosi all’articolo 118 della Costituzione che prevede di favorire l’iniziativa di cittadini singoli e associati per attività di interesse generale, ha intenzione di creare una rete di cittadinanza con particolare attenzione alla famiglia, ritenuta cellula essenziale della società.

Il Comune ha così emesso un avviso pubblico rivolto alle famiglie e a chi se ne occupa. In un momento di profonde trasformazioni sociali, culturali e demografiche anche a Schio sono in aumento nuclei di sempre più ridotte dimensioni e fenomeni come la scarsa natalità e l’invecchiamento della popolazione.  Inoltre, il contesto sociale frammentato è causa di carenze educative e relazionali. Sulle famiglie impatta la crisi economica e sulle donne pesa la difficoltà di conciliare il lavoro con la cura dei figli.

Il bando prevede due linee progettuali. La prima è quella delle famiglie in rete e si rivolge alle stesse, che potranno presentare proposte per promuovere la cittadinanza attiva e la relazione di mutuo aiuto. Coinvolti in questo progetto sono i comitati di genitori o di famiglie e i gruppi spontanei di almeno tre famiglie residenti a Schio. I temi spaziano da iniziative di aggregazione e solidarietà allo  scambio interculturale e intergenerazionale, dall’ integrazione sociale alle attività ludiche e di svago che promuovano la socializzazione e l’inclusione sociale.

La seconda linea progettuale riguarda più da vicino le attività ricreative, come suggerisce il nome stesso: Dire, fare, giocare. In questo caso si rivolge a enti no profit di Schio, come associazioni, cooperative sociali, oratori, per lo sviluppo di azioni di gioco, laboratori educativi e creativi per bambini e genitori, spazi di incontro e formativi con i genitori o altre figure di riferimento. Per questo tipo di attività l’amministrazione potrà mettere a disposizione strutture e spazi di proprietà comunale, in particolare l’area di via Baratto al piano terra dell’asilo nido Bambi.

Esempi pratici di proposte se ne possono fare molti, alcuni dei quali già esistenti ma migliorabili: la banca del tempo, il car-sharing, il piedibus, il cohousing, ma anche le passeggiate e le visite a mostre o l’organizzazione di mercatini di oggetti usati per ridurre gli sprechi e i consumi superflui, favorendo il riuso e il riciclo. Le proposte dovranno essere attuate nel 2015 e il budget messo a disposizione dal Comune è di 8mila euro per la prima linea progettuale e di 15mila per la seconda.

Secondo gli assessori scledensi Cristina Marigo e Roberto Polga, il progetto può offrire di fatto ai cittadini lo spazio per esprimere idee ed energie che, dialogando con il Comune, possono creare benessere per tante famiglie del territorio. E’ importante concretizzare le idee e quindi fare. Le proposte dovranno favorire gli scambi di esperienze e le buone pratiche, facilitare la nascita di reti e gruppi di famiglie, che diventino protagoniste, contribuendo alla soluzione dei problemi quotidiani.

Le proposte dovranno essere presentate al Comune di Schio – servizio politiche per la famiglia – anche a mezzo email, entro il 31 marzo 2015 e saranno successivamente esaminate da una commissione che sceglierà le più opportune.

Alessandro Scandale

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *