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Gli oggetti e i soldi in possesso del rumeno

Rosà, entrava in chiesa per rubare le offerte

Mihai Oancia
Mihai Oancia

Andava in chiesa quasi ogni giorno, ma non perché era un fedele molto devoto, bensì per pescare nelle cassette delle offerte. A finire in manette, con l’accusa di furto aggravato, è stato Mihai Oancia, rumeno di 36 anni, in Italia senza fissa dimora, con precedenti. Dopo i furti avvenuti al Duomo di Rosà nelle scorse settimane i carabinieri hanno ascoltato il parroco e raccolto testimonianze, facendo poi partire le indagini e i servizi di appostamento vicino al Duomo per monitorare i movimenti sospetti.

Ieri mattina era in corso il consueto controllo che ha portato all’arresto del rumeno. Alle 11 l’uomo è arrivato in bicicletta, l’ha parcheggiata fuori ed è entrato in chiesa. I carabinieri in borghese hanno notato subito il suo atteggiamento sospetto mentre si avvicinava a due cassette votive. Oancia, vedendo entrare gente nella chiesa e scambiando i militari dell’Arma per fedeli, ha acceso una candela e ha iniziato a pregare.

Il suo comportamento è apparso fin dall’inizio strano, tanto da spingere i carabinieri a bloccarlo all’uscita. Lo straniero è stato trovato in possesso di alcune banconote e parecchie monetine, per un valore di 36 euro, inoltre aveva con sé lo strumento usato per pescare i soldi dalle cassette. L’uomo utilizzava un metro estensibile in acciaio alle cui estremità aveva attaccato del nastro biadesivo e una pila per vedere meglio all’interno.

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