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Quote latte e Made in Italy in un convegno a Vicenza

“Dal primo aprile scompariranno le quote latte e si teme un aumento dell’ingresso nei nostri territori di latte e cagliate stranieri, alimenti scarsamente controllati e di modesta qualità, che porteranno a produzioni ben diverse da quelle di nicchia alle quali siamo abituati e per le quali il made in Italy è diventato nel mondo emblema di gusto e genuinità”. E’ stato questo il tema centrale del convegno dal titolo “La gestione economica della stalla post quote latte: il controllo funzionale quale strumento di supporto” che si è tenuto ieri, sabato 28 febbraio, a Vicenza, nella sede della Associazione regionale allevatori del Veneto (Arav) al Foro boario, nell’ambito di Vicenzagri, la fiera organizzata dall’Associazione provinciale macchine ed attrezzi agricoli boschivi di Confcommercio Vicenza.

“Con l’abolizione delle quote latte – ha commentato il presidente dell’associazione, Floriano De Franceschi, – si aprirà un preoccupante varco ai prodotti esteri. Vi sarà una proliferazione di prodotti dall’origine sconosciuta anche nel nostro mercato, dove sono già molti i formaggi stranieri. Arav sta lavorando in una duplice direzione rivolta, da un lato, a garantire i consumatori con la tracciabilità del latte, dall’altro a dare un futuro agli allevamenti, attraverso sistemi di controllo su qualità e produzione, finalizzati ad aumentare la redditività delle stalle”.

Anche l’Associazione italiana allevatori (Aia) ha una sua ricetta per rilanciare le stalle, che punta su tre elementi, come sottolineano il presidente, Pietro Salcuni, e il direttore, Paolo Scrocchi: “l’investimento sulla ricerca, fondamentale per rendere il nostro prodotto diverso dalla generalità, il miglioramento genetico e la valorizzazione del prodotto”. Metodiche, queste, che nei prossimi giorni saranno frutto di grandi dibattiti e che si incrociano con le richieste del consumatore.

“L’abolizione delle quote latte – sottolinea Carlo Negrini, direttore tecnico di Aia – diventa un’opportunità nella misura in cui le stalle punteranno su qualità ed efficienza produttiva, possibili solo attraverso i controlli funzionali e gli innovativi servizi di laboratorio”. Proprio dal mese di marzo, infatti, i laboratori di Arav, grazie ad una collaborazione con l’Università di Padova, metteranno a disposizione due dati innovativi: l’indice di attitudine casearia (Iac) e la chetosi. Con l’Iac si potrà stabilire il livello di qualità del latte e la sua attitudine ad essere trasformato in formaggio.Le indagini sulla chetosi consentiranno invece previsioni sulla diffusa patologia”.

Per quanto riguarda le presenze politiche al convegno, il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, con una lettera, si è scusato per l’assenza, manifestando pieno sostegno al comparto allevatoriale. Il presidente del Consiglio regionale, Clodovaldo Ruffato, al momento del taglio del nastro, al quale era presente anche il consigliere regionale Costantino Toniolo, ha ricordato che “è vergognoso che una birra media costi come dieci litri di latte, un alimento che dà la vita e che va salvaguardato e difeso”. La manifestazione prosegue anche oggi con la Mostra regionale e vetrina zootecnica veneta. Saranno esposte razze bovine, equine ed ovicaprine ed avranno luogo valutazioni morfologiche dei bovini di razza bruna, frisona e rendena. In mattinata verranno presentati stalloni e cavalli Tpr.

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