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Venezia, Palazzo Balbi, sede della Giunta regionale - Foto: Alma Pater (CC)
Venezia, Palazzo Balbi, sede della Giunta regionale - Foto: Alma Pater (CC)

Quale Regione dopo l’espulsione di Tosi?

E così si è consumato lo strappa in casa Lega, e il sindaco dissidente di Verona, Flavio Tosi, è stato espulso… La vicenda è assai nota, ed ha avuto una notevole eco nazionale. In buona sostanza Tosi ha contestato la linea politica del segretario nazionale del Carroccio, Matteo Salvini, di non avvicinare la Lega (e quindi di escludere alleanze ad esempio per le imminenti regionali in Veneto) al centro destra che siamo abituati a conoscere, ovvero quello oggi incarnato da quanto resta del berlusconismo e dal Nuovo Centro Destra di Angelino Alfano. Di contro Salvini tesse rapporti e forse alleanze con una destra certamente più radicale.

Flavio Tosi
Flavio Tosi

Fatta la breve premessa, viene da chiedersi quanto tutto questo influirà sul voto di maggio per il rinnovo dell’amministrazione regionale. Secondo alcuni ben poco. Costoro sono quelli che ritengono che in fondo Tosi, anche candidandosi quale terzo incomodo tra Zaia e Alessandra Moretti, possa in realtà racimolare poco, non abbastanza comunque per spostare l’ago della bilancia a favore della candidata del Partito Democratico. Questo può essere vero soprattutto se si considera l’esercito di elettori indecisi, delusi, scoraggiati etc, che sommati a coloro che non vanno a votare arrivano ormai a tre quarti dell’elettorato.

Il “partito dell’astensione” è al 50% insomma, e gli indecisi sfiorano il 20% dell’elettorato. In una situazione così fluida e con percentuali di votanti basse come mai in passato, in pochi possono dire di fare la differenza. Tirando le somme dunque, l’uscita di Tosi dalla Lega potrebbe cambiare davvero poco. Quello che verrà a mancare invece sarà certamente un ponte tra il candidato presidente, Luca Zaia, e quell’arcipelgao del centro destra che lo ha sempre sostenuto in passato e che in questi giorni governa ancora con lui la Regione.

Costantino Toniolo
Costantino Toniolo

Ad esempio il Nuovo Centro Destra, del quale è oggi interessante registrare il commento. E’ il vicentino Costantinio Toniolo, consigliere regionale, ad intervenire sottolineando come, con l’espulsione di Flavio Tosi dalla Lega Nord Liga Veneta, ora ci sia “un elemento di novità notevole nel panorama delle alleanze per le Regionali. Ma noi – ha spiegato Toniolo – siamo autonomi e non parliamo di alleanze se non si parla anche di programmi”.

“In questo momento – ha aggiunto il consigliere regionale – siamo in maggioranza in Regione e saremo leali fino alla fine, ma vogliamo fare gli interessi dei veneti, di tutti i veneti. Ci sono delle priorità su cui lavorare come lo sviluppo economico, il sostegno alle imprese e al lavoro, la difesa idrogeologica, la sicurezza, l’autonomia. Ci vorrà anche un’altra stagione di razionalizzazione della macchina regionale e degli enti e delle partecipate regionali: quel che si è fatto in spending review non basta”.

“Più trasparenza, più meritocrazia, più mercato – ha concluso Toniolo -, non ha senso che la Regione si impegoli a gestire aziende che il privato non riesce a far stare sul mercato: basta assistenzialismo, ci vuole una nuova stagione di responsabilità, impegno e autonomia da parte di tutti. Non ci pare però che il presidente Zaia sia autonomo come noi, mi sembra invece che prenda troppo alla lettera gli ordini di un segretario lombardo. In soldoni noi siamo liberi di scegliere secondo i programmi finalizzati al bene del Veneto e dei veneti: nessuno, a Milano o a Roma, ci imporrà il da farsi”.

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