Nuovo contratto nazionale per il settore del terziario

E’ stato sottoscritto ieri, a livello nazionale, da Confcommercio e dalle organizzazioni sindacali Filcams Cgil,  Fisascat Cisl e Uiltucs Uil, l’accordo per il rinnovo unitario del contratto nazionale del terziario, della distribuzione e dei servizi, che interessa circa tre milioni di lavoratori. L’accordo va così a colmare una carenza contrattuale durata 17 mesi e avrà efficacia a decorre da domani, primo aprile, quando in busta paga scatterà la prima tranche di aumento della retribuzione, che a regime, al 4° livello sarà di 85 euro.

Il nuovo contratto avrà durata fino al 31 dicembre 2017 e stabilisce importanti novità anche sul fronte dell’orario di lavoro. Sono previste, infatti, fino a 44 ore settimanali senza che scatti lo straordinario per un massimo di 16 settimane, con il surplus di lavoro da recuperare entro i 12 mesi. In tal modo, il datore di lavoro qualora preveda picchi di lavoro, come nel caso del periodo natalizio o dei saldi, potrà chiedere al dipendente di lavorare 44 ore invece delle 40 settimanali senza dover pagare la maggiorazione per straordinario; il recupero delle ore in più potrà essere programmato nei 12 mesi successivi.

Inoltre l’accordo introduce altre significative novità quali l’aumento al 28% del limite di utilizzo dei contratti a tempo determinato; norme sul sottoinquadramento nel caso di assunzione di disoccupati o di coloro che hanno concluso l’apprendistato senza che ci sia stata una stabilizzazione del contratto. Per questi lavoratori può essere stipulato un contratto a tempo determinato di 12 mesi, di cui 6 con un sottoinquadramento di due livelli e 6 mesi con un sottoinquadramento di un livello. Quest’ultimo è concesso per altri 24 mesi in caso di trasformazione del contratto in tempo indeterminato.

“Siamo soddisfatti del risultato raggiunto – ha commentato Sergio Rebecca presidente della Confcommercio di Vicenza –. E’ un accordo significativo che giunge in una fase delicata per l’economia nella quale è quanto mai indispensabile contribuire alla ripresa con strumenti certi e concreti e ogni possibile incentivo alla crescita. Il nuovo contratto introduce importanti novità sul versante della flessibilità e apre a prospettive anche sul fronte occupazionale. Nella nostra provincia il settore del terziario è già molto diffuso pertanto credo che l’accordo raggiunto, dopo mesi di trattativa, sia un segnale di inversione di tendenza che contribuisce a restituire maggiore fiducia a imprese e lavoratori del settore”.

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