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Igudesman & Joo, musica classica e ironia

L’Auditorium Palladio della Fiera di Vicenza, nelle serate di giovedì 19 e venerdì 20 marzo ha ospitato il duo formato da Aleksey Igudesman e da Richard Hyung-ki Joo. I due musicisti si sono presentati sul palco in maniera impeccabile, Joo vestito in frac, e hanno cominciato a eseguire la Thaïs di Massenet. Tutto sembra nella norma, l’aspetto acustico e visivo infatti si preannuncia conforme a qualsiasi concerto classico. A un cimitero, direbbe Aleksey, con gli artisti vestiti di nero e il pubblico in silenzioso compunto.

All’improvviso interviene una stranezza: da un lato della platea un fotografo insistente continua a scattare foto usando il flash. Gli spettatori all’inizio hanno cominciato a mostrare gesti di stizza per quell’atto invadente, ma poi hanno capito che faceva parte di uno scherzo. Infatti i due artisti hanno cominciato a mettersi in posa come veri modelli, con pose stravaganti. Il tutto senza mai smettere di suonare, Joo il pianoforte e Igudesman il violino.

Il concerto “A Little Nightmare Music” rievoca fino in fondo la filosofia dell’“homo ludens”, su temi “seri” si inseriscono a un certo punto variazioni: i due riescono, con vera e propria nonchalance, a trasformare una sinfonia di Mozart nel tema di James Bond o un concerto per pianoforte di Rachmaninoff in una melodia di Eric Carmen. Il pubblico può interagire con lo spettacolo, i due artisti hanno voluto infatti coinvolgerlo con la produzione di suoni, piccole gag sonore, abbinati a passi di danza.

Joo è entrato in scena con una tutina da aerobica, pantaloni fucsia e canotta verde: la barriera “seria” a questo punto è definitivamente crollata. La sequela dei ratti degli archetti ha dato il via a una serie di dispetti tra i due musicisti che hanno fatto sbellicare dalle risa il pubblico. Quando si accorda il violino arriva un rombo di motore, la parodia si innesta su una trama musicale di qualità. Questi spettacoli comico-classici, con l’intelligenza tipica dell’ironia, sono in grado di avvicinare un pubblico incolto alla musica. Non era strano infatti vedere tra la platea un “popolo” giovanile, assente solitamente ai concerti che i ragazzi definirebbero “pallosi”.

I due prendevano in giro i tic, le idiosincrasie, le manie di protagonismo tipiche dei musicisti, facendo il verso a tutto quello che ruota intorno alla musica classica come il sistemarsi le maniche della camicia, l’avvicinarsi dello sgabello al piano, la gestualità, le pose studiate. La normalità non esiste per il duo Igudesman&Joo, i temi si modificano in palinsesti creativi rendendo la serata piacevolissima e molto divertente.

Camilla Bottin

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