Breaking News
Una scena di "Morte di un commesso viaggiatore" - Foto di Laila Pozzo
Una scena di "Morte di un commesso viaggiatore" - Foto di Laila Pozzo

Vicenza, c’è “Morte di un commesso viaggiatore”

E’ con un classico del Novecento molto famoso il prossimo appuntamento  della stagione di prosa del Teatro Comunale di Vicenza.  Andrà in scena infatti, martedì 17 e mercoledì 18 marzo, alle 20.45, “Morte di un commesso viaggiatore”, di Arthur Miller, per la regia di Elio De Capitani, traduzione del testo di Masolino d’Amico, prodotto da Teatro dell’Elfo. Lo spettacolo è stato in tournée nei maggiori teatri italiani. Elio De Capitani, oltre che regista, della pièce è anche interprete nel ruolo del protagonista, Willy Loman, una interpretazione che gli è valsa il Premio Hystrio 2014, come attore protagonista, e il Premio Internazionale Ennio Flaiano 2014, per la regia. In entrambe le serate, vi sarà, nel foyer del teatro, l’Incontro con l’autore, condotto dal critico teatrale Alessandra Agosti. Nel secondo incontro sarà presente anche Elio De Capitani.

morte-commesso-viaggiatore-1“Morte di un commesso viaggiatore” è stato il lavoro teatrale che per anni ha identificato l’avventura sociale del ceto medio e il sogno americano. “Il venditore itinerante – si legge in una presentazione dello spettacolo – che girava di città in città, portando il nuovo modello di vita consumista, il conquistatore, il seduttore, il messaggero porta a porta del verbo neocapitalista. In questa nuova versione teatrale, si capisce molto bene che in realtà oggi siamo tutti diventati commessi viaggiatori, qualunque sia il mestiere che facciamo, Non cerchiamo più la simpatia, l’affetto, l’amore di qualcuno, ma stiamo provando a vendere noi stessi al capo o ai colleghi, a quella donna o quell’uomo, perfino ai nostri figli. Anzi, neppure noi stessi, ma un’immagine solida, accattivante, vincente, che non corrisponde poi alle nostre crescenti debolezze e angosce. Questo perché siamo sempre più insicuri, meno riconosciuti e riconoscibili. Abbiamo perduto certezze, dignità. Tutti vogliono essere in corsa per diventare il numero uno. Perché soltanto i primi contano”.

“Costruito inizialmente sul ricordo di mio zio – spiegava Arthur Miller – il personaggio del protagonista, Willy Loman, s’impadronì velocemente della mia immaginazione e divenne qualcosa che non era mai esistito prima: un commesso viaggiatore con i piedi sui gradini della metropolitana e la testa nelle stelle”. Un’immagine che racconta la grandezza di questo personaggio, figura tragica di uomo comune nel quale potrebbe riconoscersi chiunque, nell’America del dopoguerra ma anche oggi. Un’universalità che ha portato questo testo, andato in scena per la prima volta nel febbraio del 1949 a New York, per la regia di Elia Kazan, a ottenere il più clamoroso successo teatrale di quegli anni, negli Stati Uniti come in molti altri paesi.

Accanto a Elio De Capitani, nel ruolo della moglie Linda Loman, recita la sua compagna d’arte e di vita Cristina Crippa, protagonista dei suoi recenti lavori. I figli dei protagonisti, Biff e Happy, sono interpretati invece da Angelo Di Genio e Marco Bonadei, Vincenzo Zampa è Howard e Andrea Germani è Bernard, il figlio di Charlie, l’amico-antagonista, interpretato da Federico Vanni. Ed ancora, Gabriele Calindri, da alcuni anni presenza costante nelle produzioni dell’Elfo, è lo zio Ben. Due giovani attrici completano il cast: Alice Redini e Marta Pizzigallo.

Due parole infine per ricordare la trama della piece. Miller racconta gli ultimi due giorni di vita di un commesso viaggiatore, prima del suo suicidio, riuscendo a mettere in luce, oltre alla precarietà della sua condizione socio economica il dramma di un fallimento esistenziale. A 63 anni Willy Loman non riesce più a piazzare la merce, non regge più la fatica dei lunghi viaggi attraverso l’America, soprattutto non riesce più a illudersi e illudere, vede sgretolarsi il castello di grandi sogni e piccole bugie che ha faticosamente costruito, non distingue più tra presente e passato, tra quanto si agita nella sua testa e la vita vera. Per mettere in scena questo groviglio di emozioni, Arthur Miller sceglie una via innovativa: tutto quello che accade nella mente di Willy, viene messo in scena, senza distinzioni tra flash back, ricordi o visioni future. Biglietti in vendita presso il Teatro Comunale (telefono 0444.324442  biglietteria@tcvi.it), sul sito del teatro www.tcvi.it, e in tutte le filiali della Banca Popolare di Vicenza.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *