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Meno vacanze estive per gli studenti? C’è chi dice no

“Maneggiare con cura. Il tema è delicatissimo e non può essere affidato a una sparata in stile renziano come per ora appare quella del Ministro Poletti. Anche se sono convinto che conti più la qualità che la quantità della preparazione scolastica, in astratto può essere una buona idea, ma in concreto deve fare i conti anche con dei rischi che non possiamo correre, come un crollo dell’economia turistica estiva, che potrebbe perdere, almeno in parte, la clientela italiana delle famiglie con un figlio in età scolare, vedendo ulteriormente accorciare il periodo di attività già in contrazione”.

Luca Zaia
Luca Zaia

Lo dice il presidente della Regione del Veneto Luca Zaia che, “come presidente della prima regione turistica d’Italia con 70 milioni di presenze e molti miliardi di fatturato”, invita alla prudenza rispetto alla proposta lanciata dal ministro del Lavoro per tagliare le vacanze estive degli studenti.

“Adesso che ha riempito giornali e tivù delle parole – aggiunge Zaia – Poletti faccia le cose serie, a cominciare dal commissionare uno studio scientifico economico che ci dica se e quali ricadute sull’economia turistica avrebbe una decisione di questo tipo e solo dopo, semmai, se ne riparli”.

“Sono stupefatto – conclude Zaia – dell’improvvisazione con cui è stata lanciata la proposta, senza avere alle spalle un supporto tecnico che indichi i pro e i contro. Con un ‘a margine’ giornalistico non si mettono le mani su due settori molto diversi ma egualmente vitali per l’Italia e per il Veneto, prima Regione turistica d’Italia, in particolare. Attendo lumi da Istat, Censis e Centri Studi vari. Fino a che non vedremo studi e numeri, siamo di fronte a uno dei soliti salti nel buio dell’impero renziano”.

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