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Lavoro, la disoccupazione aumenta, altro che ripresa!

Dati sempre più preoccupanti sul fronte del lavoro, con la disoccupazione giovanile che sta diventando ormai un caso. La situazione occupazionale nell’ovest vicentino è stata descritta ieri in un incontro con la stampa organizzato dalla Cgil, e i dati, come dicevamo, non sono buoni, a dimostrazione di una crisi che ancora si fa sentire. Secondo le statistiche del Centro per l’impiego di Arzignano, a fine 2014 nell’ovest vicentino vi erano 5765 disoccupati, con un  aumento della disoccupazione che si è attestato, rispetto al 2013, al 6% e addirittura al 28% rispetto al 2012. A presentare i dati il responsabile della Camera del lavoro Cgil di Montecchio Maggiore, Morgan Prebianca, che li ha anche commentati assieme alla segretaria generale della FIlctem, Venera Reccardini, al segretario della Fillea, Massimo Esposito, e al responsabile del dipartimento Stato sociale della Cgil vicentina, Gino Ferraresso.

Morgan Prebianca
Morgan Prebianca

“Per quanto riguarda l’occupazione maschile – ha detto Prebianca – l’aumento rispetto all’anno scorso è più alto e si attesta ad un più 10%. Per quella femminile invece la situazione è stabile, e ci si è fermati ad un più 0,6%, segno che forse le donne si sono rassegnate a stare a casa. Clamoroso è poi il dato della disoccupazione tra i giovani: più 14% di disoccupati rispetto al 2013, più 27% rispetto al 2012 e, addirittura, più 150% di disoccupazione rispetto al 2003. Sono cifre allarmanti, che ci fanno capire come la crisi non si sia fermata affatto”.

Questi dati sono confermati anche dalle situazioni reali nelle aziende descritte da Verena Reccardini e Massimo Esposito. “Ci sono aziende – ha denunciato la segretaria Filctem – con fatturati importanti che usufruiscono di cassa integrazione e delocalizzano nell’Est Europa, e altre invece che con lo stesso fatturato investono in innovazione e assumono, trattando bene i loro dipendenti con contratti integrativi interessanti”.

“La differenza la fa il posizionamento sui mercati internazionali – ha poi sottolineato Massimo Esposito -. In particolare nel settore marmo abbiamo realtà aziendali che lavorano molto con l’estero, dove la qualità della lavorazione italiana e della vallata del Chiampo è riconosciuta, vedi i casi di Dubai”. Esposito ha anche ricordato come i piccoli e medi artigiani in questo settore si associno nei consorzi per esportare il loro prodotto. “Difficile invece – ha aggiunto il segretario Fillea – è la condizione dei lavoratori nel settore dell’edilizia, un settore caratterizzato comunque da una forte mobilità. E’ in crisi anche il settore del mobile e del legno, messo in ginocchio anche dall’embargo verso la Russia”.

Per chiudere, Gino Ferraresso, responsabile del dipartimento Stato sociale della Cgil di Vicenza, ha illustrato i dati raccolti dal Sindacato pensionati per quanto riguarda i comuni dell’ovest vicentino, confrontando la pressione fiscale con gli effettivi servizi erogati. “I diritti dei lavoratori e il reddito – ha detto Ferraresso – non si contrattano solo sul posto di lavoro, ma anche su un altro piano: quello dei servizi alla persona, dei servizi sociali, in particolare dell’offerta dei servizi delle Ulss e dei Comuni. Dall’analisi fatta c’è da dire che i comuni più piccoli non ce la fanno a tenere in piedi i servizi e debbono quanto prima unirsi. A livello territoriale vi sono comunque troppe differenze e disomogeneità tra la pressione fiscale e la spesa sociale, e non è detto che i Comuni che chiedono di più poi siano quelli che danno di più al cittadino”.

“E’ necessario che vi sia una tassazione uniforme su area vasta – ha aggiunto il sindacalista – come ad esempio quella della Ulss 5. Poi bisogna verificare l’efficienza e il funzionamento delle società partecipate dagli enti comunali che erogano sevizi ai cittadini, e  le amministrazioni locali debbono usare in modo scientifico i parametri Isee per stilare le graduatorie delle famiglie più bisognose dei servizi sociali. Infine, i Comuni si devno impegnare nella lotta all’evasione fiscale: le segnalazioni da parte delle amministrazioni locali con le nuove leggi fanno guadagnare alle casse comunali il 100% delle risorse recuperate”.

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