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Inquinamento da perfluoro, Roma svincoli le risorse

“I fondi per l’allacciamento all’acquedotto tra Lonigo e Brendola non vanno reperiti aumentando le tariffe ai cittadini dopo che il danno l’hanno fatto i privati. Bene fa, quindi, il presidente del Consiglio di bacino Giorgio Gentilin a cercare risorse a Roma. Da parte sua, la Regione non è certo inerte. Sono in corso infatti colloqui col Ministero dell’Ambiente e quello dell’Economia per raccogliere finanziamenti utili ad effettuare gli interventi”.

Nicola Finco
Nicola Finco

Così il presidente della commissione ambiente in Consiglio regionale, il vicentino Nicola Finco, annunciando che presto convocherà i consiglieri veneti, in una seduta assieme ai tecnici e agli amministratori locali, “dopo che la giunta Zaia ha investito oltre due milioni di euro attraverso Acque Veronesi che gestisce il pozzo di Almisano, nonostante il perfluoro alchilico non sia riconosciuto a livello nazionale come inquinante e pertanto manca una legge statale in materia”.

“A Roma – continua Finco – stiamo comunque chiedendo di svincolare le risorse interne, già nelle casse regionali ma bloccate dai vincoli del patto di stabilità, per poter ulteriormente intervenire. In questo assicuro il mio impegno, considerando che questo inquinamento da perfluoro è uno dei casi più seri presenti in provincia di Vicenza, assieme a quello della Piemme galvanica di Tezze sul Brenta”.

“La potabilità dell’acqua – conclude il consigliere regionale – non è comunque in discussione: i controlli sono fatti in maniera costante ed attenta. Ora è necessario però estendere la rete dell’acquedotto il più possibile anche alle aree che non ne sono coperte: per questo, oltre che per ascoltare i sindaci interessati dal problema, convocherò quanto prima una Commissione Ambiente in loco”.

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