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Il flash mob della Fiom in piazza dei Signori

La Fiom di Vicenza scende in piazza con Coalizione sociale

La Fiom di Vicenza scende in piazza. Lo ha fatto oggi con un flash mob in piazza dei Signori a Vicenza. E lo farà il 28 marzo a Roma dove manifesterà con la Coalizione sociale di Maurizio Landini. Sarà il primo atto del nuovo soggetto, che vede in prima linea la Fiom e poi associazioni e cittadini, creato dal segretario nazionale dei metalmeccanici e la Fiom di Vicenza ci sarà. “Partiranno dei pullman da tutta la provincia – dice il segretario della Fiom Cgil di Vicenza, Maurizio Ferron -. Siamo al fianco di Landini: ci batteremo per i diritti dei lavoratori e contro il Jobs Act”.

I palloncini rossi che oggi si sono alzati sopra il cielo di piazza dei Signori, arriveranno quindi anche nella capitale; così come gli striscioni con i quali la Fiom di Vicenza chiede diritti, giustizia sociale, lavoro, reddito e democrazia. “Il 28 saremo a Roma – spiega Ferron – non solo per protestare contro il Jobs Act, ma anche per sostenere delle proposte concrete: un nuovo Statuto dei lavoratori che includa precari e lavoratori subordinati, investimenti per creare lavoro e la difesa di scuole e sanità pubbliche”.

Maurizio Ferron
Maurizio Ferron

Il Jobs Act, si sa, non convince proprio la Fiom che mostra un certo scetticismo anche sui segnali di ripresa economica. “Nel 2014 – spiega Ferron – il Veneto e Vicenza hanno registrato il record di assunzioni con contratti a termine, mentre sono scese quelle a tempo indeterminato, 16 mila posti di lavoro sono stati persi in Veneto e 2 mila e 400 a Vicenza. Nel 2015 sembra esserci una leggera ripresa delle assunzioni e una riduzione della cassa integrazione, ma il merito è solo in parte del Jobs Act. A pesare sono dei fattori esterni: il cambio euro-dollaro favorevole alle esportazioni, le misure della Banca centrale europea e il basso prezzo del petrolio”.

In piazza, oggi, anche un banchetto della Cgil per la raccolta delle firme a favore di una proposta di legge di iniziativa popolare per contrastare l’illegalità negli appalti e per tutelare i lavoratori impiegati in essi. Per quanto riguarda, quindi, la freddezza con cui la Cgil, a livello nazionale con Susanna Camusso e a quello locale con Marina Bergamin, ha accolto la Coalizione sociale di Landini, Ferron non si scompone: “penso che la Cgil abbia frainteso lo spirito della Coalizione sociale. Vogliamo solo creare una rete tra tutti coloro che difendono da sempre la Costituzione: il sindacato, ma anche associazioni e cittadini”.

Si tratta, dunque, di un partito politico pronto a scendere in campo? “Assolutamente no – risponde Ferron – Lottiamo, però, perché abbiamo un’idea di società che sia giusta e solidale. E se questo è fare politica, allora facciamo politica”.

Martina Lucchin

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