Emozioni d’arte a Vicenza con Valentina Inversi

Si è conclusa da poco al bar “Il Bocconcino” di Vicenza la personale dell’artista Valentina Inversi, vicentina di nascita ma residente ad Altavilla. Lo stile di Valentina, così vicino ai murales di Diego Rivera e alle opere di Frida Kahlo, si avvale di colori forti e di figure simboliche in virtù delle loro capacità comunicative. «I miei quadri sono onirici – commenta l’artista – esprimono il mondo del mio inconscio. Le figure che prediligo sono essenzialmente femminili perché trovo nella donna la tenerezza, la magia, la forza e le radici».

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Valentina Inversi

La particolarità della mostra, non legata da alcun filo conduttore, consiste proprio nel presentare volti enigmatici di donne, madri, ragazze, solitamente di profilo con gli occhi socchiusi, in un tripudio di colori spesso estranei al loro contesto d’appartenenza. Colpisce nella mostra proprio questa assenza di sfumature, i colori si rivelano in campiture uniformi ma estremamente vivide. «Per mia volontà – commenta Valentina – non esistono canoni estetici, infatti le mie figure non sono proporzionate. L’espressione stessa della persona rappresentata tende all’ironia, non si vedrà mai nelle mie opere una donna che venga raffigurata triste, qualunque sia la situazione in cui lei si trova». Dolcezza e ironia, queste le due caratteristiche riscontrabili nella personale, impossibili da unire in una fusione: «eppure questi due aspetti, proprio perché in antitesi – spiega Valentina – fanno parte della mia personalità».

Le tele sono parte del vissuto di Valentina, in qualche modo l’hanno segnata nel bene e nel male. È compito di chi le guarda fare sue le sensazioni che suscitano. «Il risveglio della “creatività” è avvenuto al di fuori dell’esperienza scolastica – commenta l’artista – terminato il liceo artistico, ho approfondito gli studi diretti al restauro di beni culturali ma sono rimasta delusa. Quei canoni estetici precostituiti che mi sono stati imposti, così limitanti per me, avevano contribuito a farmi perdere parte di me stessa. Per ritrovarmi ho dato sfogo alla mia voglia di viaggiare e fare nuove esperienze. L’attività artistica, interrotta in quel periodo, è stata ripresa solo dopo un’esperienza personale molto dolorosa. Mi è tornata così la voglia di riprendere a dipingere, è nato poi questo stile quasi “infantile” che nasce da un’ispirazione interiore. Io dipingo ciò che il mio animo sente». Le opere di Valentina non sono astratte o surreali ma sono realizzate dopo un lungo processo di semplificazione delle forme reali, possiamo definirlo come un insieme di segni che non manca di significato e non cessa di comunicare.

Camilla Bottin

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