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Elezioni Regionali, idee o parole vuote?

Sicuramente sarà il mese di maggio, per quanto riguarda il giorno dovrebbe essere il 31. Parliamo dell’appuntamento elettorale di quest’anno, che sarà un Election day, nel quale gli italiani saranno chiamati a scegliere una nuova guida per sette regioni e più di mille comuni. C’è anche il Veneto, come tutti sappiamo, tra le regioni interessate a queste elezioni, e tra i comuni, guarda caso, il più importante è proprio Venezia. Insomma, saremo sotto i riflettori della intera nazione, anche perché la nostra regione sembra dover svolgere un ruolo ben preciso, ovvero quello di incubatore della futura politica nazionale. Certamente questo è dato anche dalla recente candidatura di Flavio Tosi, aspirante presidente del Veneto in competizione con il suo ex compagno di partito Luca Zaia e con la democratica Alessandra Moretti. Il condizionale è d’obbligo soprattutto per un aspetto: il peso che avrà Tosi nella corsa a Palazzo Balbi sarà determinato dalle scelte che farà Forza Italia, poco incline ad accodarsi non da protagonista al treno della Lega Nord guidato dal presidente uscente.

Luca Zaia
Luca Zaia

In altre parole, Tosi avrà l’appoggio di Berlusconi sottraendo così un importante numero di voti a Zaia? Il sindaco di Verona, ad oggi, è accreditato di un pacchetto relativamente modesto di consensi, con i sondaggi che lo collocano tra il 5 il 10%. Favorito resta Luca Zaia, che oggi ha presentato la sua campagna elettorale nel trevigiano, con contenuti all’insegna della vicinanza alla gente. Alessandra Moretti invece, seppur da una posizione di inseguitrice, sta battendo il Veneto comune per comune. Sommando il suo impegno ad un aiuto insperato che in queste elezioni potrebbe venirle da una buona performance di Tosi, avrebbe anche l’opportunità di sorprendere tutti. E poi c’è l’outsider Jacopo Berti, trentunenne candidato del Movimento 5 Stelle che si propone come il nuovo, la faccia pulita lontana da una politica, sia veneta che italiana, fin troppo screditata negli anni da scandali, corruzione, incapacità, clientele, favoritismi, amici degli amici e quant’altro.

Affianco a tutto questo, come dicevamo nei giorni scorsi, c’è infine quello che è davvero il più grande partito d’Italia, ovvero quello dell’astensione, fatto da cittadini scoraggiati, disillusi, che non vanno più a votare perché disgustati e stanchi di parole vuote e di un paese che va sempre peggio. Bene, fatta la panoramica, restiamo in attesa di sapere se il berlusconismo sceglierà  di appoggiare Tosi, spaccando il centro destra (e non solo in Veneto) o se preferirà appoggiare Zaia, accettando che la locomotiva futura dei moderati italiani, si fa per dire, sia la Lega Nord di Matteo Salvini, xenofoba e vicina a Casa Pound e a Marine Le Pen. La scelta sembra invece averla fatta con decisione il Nuovo Centro Destra che, dopo la cacciata di Tosi dalla Lega ha assunto un diverso atteggiamento nei confronti di Zaia, pur essendo ancora parte della maggioranza che lo sostiene a Palazzo Balbi.

Costantino Toniolo
Costantino Toniolo

Per dare un esempio, è di oggi una nota diffusa da Costantino Toniolo, consigliere regionale di Ncd, nella quale, commentando la presentazione della campagna di Zaia, si chiede come faccia il presidente “a mettere in un programma elettorale autonomia e indipendenza del Veneto, come se fossero la stessa cosa”.

“Ricordo che Luca Zaia da governatore – sottolinea Toniolo, – avrebbe dovuto iniziare già l’estate scorsa a contrattare con il Governo forme di decentramento amministrativo, obbedendo alla legge regionale da me proposta e votata a maggioranza in Consiglio regionale, che ha istituito il referendum consultivo per l’autonomia del Veneto. Autonomia e indipendenza del Veneto sono due cose molto diverse. L’autonomia è possibile, ma bisogna instaurare dei tavoli di trattativa sia sul piano politico che su quello istituzionale, sapendo che non sarà facile arrivarci. Zaia non solo non ha mai iniziato questo percorso, ma ha anche fatto scadere i termini di legge”.

“L’indipendenza invece contrasta con la Costituzione – aggiunge Toniolo, – e quindi è impossibile perseguirla sul piano istituzionale. Ho un sospetto: probabilmente Luca Zaia vuole far arrivare nelle città venete non solo l’esercito a fianco delle forze dell’ordine, che per garantire la sicurezza può essere una buona cosa, ma anche i carri armati e la legge marziale. Il Veneto e i veneti per prosperare e rilanciare l’economia del territorio hanno bisogno di pace e di gestire qui almeno il 60-70% dei famosi 20 miliardi di tasse che vanno ogni anno a Roma: questa è l’autonomia”. Il nostro sospetto invece è il seguente: abbiamo davanti due mesi e mezzo di campagna elettorale senza esclusione di colpi, dura, strillata, astiosa, più mirata a colpire l’avversario che a illustrare una propria visione del futuro.

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