Dei tagli ai Comuni e del giochetto degli 80 euro

“I famosi 80 euro di Matteo Renzi costano ai Comuni vicentini quasi 6,3 milioni di euro, in pratica 2,2 milioni in più rispetto al 2014, quando già i municipi erano stati tartassati. grazie a Monti e a Letta, e in molti casi costretti ad alzare le aliquote per chiudere i bilanci”. E’ il commento di Nicola Finco, consigliere regionale leghista del Veneto, dopo aver letto i dati, diffusi in Gazzetta Ufficiale numero 56, di lunedì (vedi qui, allegato 4), A livello nazionale si deve parlare di 563,4 milioni di euro, ma per i Comuni veneti, sottolinea Finco, si tratta di un vero e proprio salasso.

Nicola Finco
Nicola Finco

“Gli enti vicentini, – spiega il consigliere regionale – nel biennio 2014-2015, ci rimettono circa 10.350.000 euro. La città di Vicenza perderà 280 mila euro in più rispetto al 2014, per un totale di oltre un milione e 300 mila euro nel biennio, Bassano 154 mila, e così via. Cifre pesanti, necessarie per garantire i 12 mesi di bonus 80 euro, ma che obbligheranno molti Comuni ad aumentare le aliquote Imu e Tari pur di far quadrare i bilanci. Penso anche ai municipi di montagna, come Asiago, che debbono comunque garantire i servizi. Il capoluogo dell’Altopiano si vedrà decurtati nel 2015 ben 83 mila euro, 38 mila in più dell’anno scorso, per un totale nel biennio di 138 mila euro. Tutto questo per una marchetta del Governo, perché il bonus di 80 euro è di fatto servito al Pd per vincere le Elezioni europee del 2014, scaricando su altri l’onere di alzare le tasse con aggravi ancora maggiori per tutti i cittadini”.

“Mi chiedo con che faccia – continua Finco – l’allegra brigata del Partito Democratico stia facendo campagna elettorale attraverso i nostri paesi, magnificando i miracoli renziani che vedono solo loro. La realtà è diversa, e la conoscono bene i sindaci e chi ha l’onere di garantire servizi essenziali in realtà medio piccole come le nostre. Mi piacerebbe sentire cosa ne pensano i sindaci di Vicenza e Bassano, ad esempio, afferenti politicamente a quel Pd che si candida a governare il Veneto dopo aver fatto disastri a Roma dal 2011 ad oggi. Sicuramente questi tagli son ben noti anche a loro: non li staranno mica nascondendo sotto il tappeto a scopo elettorale?”.

Luca Zaia
Luca Zaia

E sulla questione interviene anche il presidente della Regione, Luca Zaia. “Con il taglio – ha detto Zaia – di 6,2 milioni ai soli Comuni della provincia di Vicenza conteggiato oggi, l’ammontare dello scippo dl Governo Renzi a danno degli enti locali supera abbondantemente i 30 milioni di euro, e all’appello mancano ancora Verona e Rovigo. E’ arrivato il momento delle barricate, sulle quali sono pronto a salire a fianco dell’Anci Veneto e di tutti i sindaci di ogni colore politico. Così vengono portate al collasso le istituzioni locali più vicine ai cittadini. L’hanno già fatto con le Province e ci stanno provando con le Regioni. Siamo di fronte ad una strisciante, precisa, pericolosa strategia di accentramento dei poteri, alla quale dobbiamo opporci con ogni mezzo e facendo squadra”.

“La Regione – ha concluso Zaia – ha acceso le polveri ricorrendo alla Consulta contro la legge di stabilità, ma siamo anche pronti a ogni ulteriore iniziativa che gli enti veneti volessero intraprendere. La Regione è al loro fianco senza se, senza ma e senza distinzioni di appartenenza politica”.

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