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Crisi, dalla Regione un aiuto a padri e madri disoccupati

Sono le madri e i padri di famiglia la priorità della Regione Veneto sul fronte dell’occupazione. Nel 2015 arriveranno da palazzo Balbi quasi 45 milioni di euro per aiutare persone non più giovani, sopra i quaranta o i cinquanta anni, che hanno perso il lavoro. È quanto emerge dalle linee guida del Piano straordinario del lavoro presentato dall’assessore regionale al lavoro, Elena Donazzan, durante il convegno dal titolo “Il futuro oltre la crisi”, organizzato dalla Regione e da Veneto Lavoro alla Fondazione Cuoa di Altavilla Vicentina. Si guarda al futuro, dunque, e per il 2015 la Regione mette in campo anche diversi milioni per le imprese e per favorire l’apprendimento della lingua inglese. Perché se i segnali positivi non mancano, la crisi continua a mordere ed il “modello Veneto” per lo sviluppo, così lo definisce l’assessore, deve essere ben sostenuto.

Elena Donazzan
Elena Donazzan

Il Piano straordinario per l’occupazione – Si parte quindi dai 764 milioni che il Fondo sociale europeo ha destinato alla Regione Veneto per sostenere l’occupazione fino al 2020. “Ben 50 milioni in più – ha sottolineato Elena Donazzan – rispetto al piano precedente”. Quasi 78 milioni saranno fatti circolare nel corso del 2015.

Diverse le azioni previste, tra queste l’inserimento occupazionale di più di 8 mila padri e madri con figli a carico e misure specifiche per l’occupazione femminile. “Aiutare un padre o una madre a trovare un lavoro – ha spiegato l’assessore – significa anche aiutare il figlio a terminare gli studi. La famiglia è il primo tassello della coesione sociale”.

Si guarda, poi, alle imprese mettendo in campo un pacchetto di 30 milioni che sarà destinato, tra le altre cose, al rafforzamento del sistema e alla responsabilità sociale d’impresa. Infine, quasi 4 milioni saranno indirizzati all’apprendimento della lingua inglese. Viene riproposto, infatti, il progetto “Move”, che permetterà agli studenti di migliorare le loro competenze con un periodo di formazione in un’azienda estera.

I numeri della crisi  – Misure necessarie perché i numeri della crisi  parlano chiaro e dicono che l’emergenza non è ancora passata nonostante si veda una luce in fondo al tunnel. Il tasso di disoccupazione del Veneto, 7,7 per cento, tiene infatti meglio rispetto a quello di regioni simili, come l’Emilia Romagna (8,8 per cento) e il Friuli Venezia Giulia (9,4 per cento).

Buoni risultati, per adesso, sembrano arrivare anche dall’introduzione del Jobs Act che avrebbe fatto aumentare nel mese di febbraio del 45 per cento i contratti a tempo indeterminato rispetto allo stesso periodo del 2014. Rimangono però ancora molte imprese in difficoltà: 41 le crisi che hanno riguardato aziende con più di 200 lavoratori nel solo 2014 e 300 i tavoli aperti.

“Ci siamo trovati di fronte ad una crisi incredibile e non immaginabile – ha spiegato l’assessore – e l’abbiamo gestita con il modello Veneto: un modo di agire che ha favorito la partecipazione fra pubblico e privato e ha rispettato i ruoli di tutte le parti coinvolte”.

“Adesso, insieme al Cuoa, vogliamo formare  – ha continuato Donazzan – competenze manageriali in grado di gestire le crisi aziendali. Quello che non ci serve, invece, è un’Agenzia nazionale che allontana le politiche del lavoro dal territorio in cui vengono applicate: sarebbe una follia”.

Martina Lucchin

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