mercoledì , 21 Aprile 2021

CoopCa di Vicenza, scioperano i lavoratori

Sventolano le bandiere di Cisl, Uil e Cgil davanti al portale numero sei del centro commerciale Le Piramidi a Torri di Quartesolo. I lavoratori della Cooperativa Carnica (CoopCa) presidiano per tutta la mattina l’entrata durante lo sciopero previsto per l’intera giornata. I loro posti di lavoro, alla IpercoopCa di Vicenza est, sono infatti a rischio a causa della disastrosa situazione della cooperativa con sede in provincia di Udine. I numeri parlano chiaro: un debito di 80 milioni di euro a carico della CoopCa dovuti ad una poco accurata gestione dell’azienda da parte dei vertici. Da qui la possibilità di una “soluzione spezzatino”, cioè l’acquisizione e quindi il salvataggio soprattutto dei punti vendita del Friuli e l’abbandono e chiusura di quelli del Veneto. A rischio sarebbero molti dei lavoratori veneti (in tutto 650), dei quali 100 nel vicentino. Lavoratori e sindacati chiedono, quindi, che la Regione Veneto e la Lega delle cooperative facciano sentire la loro voce in difesa dei posti di lavoro, prima dell’otto aprile, quando il Cda presenterà il piano industriale e la richiesta di concordato preventivo.

Emilio Viafora
Emilio Viafora

Nei piani dell’azienda sarebbe previsto, infatti, di salvare 5 punti vendita sui 24 presenti in Friuli e 2 dei 14 del Veneto. Per quelli in Friuli ci sarebbe, inoltre, la possibilità di essere acquisiti da altre società. Nel caso del Veneto, e quindi anche del vicentino, invece rimane un grande punto di domanda. I 100 lavoratori di Torri di Quartesolo e Cassola, altro punto vendita della CoopCa nel vicentino, per adesso rimangono nell’incertezza, mentre i 12 lavoratori del punto vendita di Marola sono già in cassa integrazione.

All’incertezza del futuro lavorativo si aggiunge anche il rischio per i soci di perdere i loro soldi, circa 30 milioni di euro in tutto, messi nel prestito sociale. Sindacati e lavoratori pretendono, quindi, l’intervento del presidente del Veneto, Luca Zaia, alla stregua di quanto fatto dalla sua omologa friulana, Debora Serracchiani, che si è scagliata contro le “scelte azzardate” del Cda dell’azienda.

“Auspichiamo – dice Luca Marino della Tucs Uil di Vicenza – che la politica faccia il suo dovere anche in Veneto”. Daniele Salvadore, della Fisascat Cisl di Vicenza, punta invece il dito contro la Lega delle Cooperative, della quale fa parte la CoopCa: “si è mossa con un ritardo di 120 giorni, quando si è aperta la crisi, e non capiamo il perché. Ora ci aspettiamo che la Lega agisca insieme al ministro Poletti”.

“Veneto e Friuli portano avanti una vertenza sindacale unitaria – sottolinea il segretario generale regionale della Filcams Cgil Emilio Viafora –, nonostante la proposta di una soluzione spezzatino che differenzia il futuro della CoopCa in Veneto da quello del Friuli Venezia Giulia. Ci aspettiamo, inoltre, l’apertura di un tavolo al Ministero dello Sviluppo Economico prima che i giochi siano chiusi, cioè prima dell’8 aprile”.

Martina Lucchin

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