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Da sinistra, in primo piano: Matteo Salvini, Joe Formaggio e Luca Zaia

Zaia, Salvini e Stacchio ieri a Campo Marzo

Se lo Stato non mi difende, allora mi difendo da solo. È il sillogismo che occupa la mente delle centinaia di persone che si sono ritrovate ieri pomeriggio nell’esedra di Campo Marzo, a Vicenza, per la Festa della legalità. I cartelloni che sorreggevano, infatti, parlavano chiaro: “A casa mia io sono Dio”, “I delinquenti in galera o al cimitero”. Lo hanno detto forte chiaro: la microcriminalità li spaventa e non si sentono sicuri. E non poteva esserci occasione migliore per farlo. La manifestazione è stata organizzata dai sostenitori del benzinaio di Nanto, Graziano Stacchio, intervenuto nella rapina del 3 febbraio alla gioielleria Zancan, e dal sindaco di Albettone, Joe Formaggio, per di più in un luogo come campo Marzo dove sono frequenti gli episodi di microcriminalità.

Graziano Stacchio
Graziano Stacchio

Hanno avuto risposte questi cittadini? Sì. A rispondere, in una manifestazione annunciata come apolitica, è stata quella parte politica che da sempre usa il tema della sicurezza come cavallo di battaglia. Sul palco, dove capeggiava uno striscione a favore di una nuova legge sulla sicurezza intitolata a Stacchio, sono saliti il segretario nazionale della Lega Nord, Matteo Salvini, ed il presidente in carica della Regione, Luca Zaia. Diversi, poi, gli esponenti politici presenti sia locali, vedi i consiglieri comunali Francesco Rucco, Gioia Baggio e Roberto Cattaneo, sia regionali, come gli assessori Elena Donazzan e Roberto Ciambetti. Presente anche l’eurodeputata della Lega, Mara Bizzotto.

Ma la vera star del pomeriggio, a cui la folla ha riservato l’accoglienza più calorosa, è stato Graziano Stacchio: il benzinaio indagato per eccesso di legittima difesa per aver sparato, uccidendolo, contro il nomade che stava compiendo la rapina. Per solidarietà a Stacchio sono state raccolte quasi 8 mila firme e anche oggi le magliette con la scritta “Io sto con Stacchio” erano davvero numerose. Gli applausi e le urla, una volta che Stacchio ha preso la parola insieme al gioielliere Roberto Zancan, non sono quindi mancati.

Matteo Salvini
Matteo Salvini

“Mi sembra di vivere nel film Il buono, il brutto e il cattivo, dove io che sono il più buono divento invece il cattivo – ha esordito Stacchio – . Per una volta i politici mi ascoltano, ma mi dispiace che non ci sia il sindaco di Vicenza, Achille Variati”. L’assenza del primo cittadino, che come il resto del centro sinistra ha deciso di non partecipare vista l’annunciata presenza di esponenti del centro destra, non è infatti passata inosservata.

“Ringrazio il sindaco di Vicenza – ha detto, tagliente, Matteo Salvini – che con la sua assenza ha dimostrato la sua pochezza”. Al centro dell’intervento di Salvini non solo il tema della sicurezza, per il quale la Lega ha depositato una proposta di legge per togliere il reato di eccesso di legittima difesa. Il segretario del Carroccio ha inoltre colto l’occasione o per rilanciare un altro dei messaggi chiave della sua politica: il binomio criminalità-immigrazione. “L’ostello comunale di Monselice dà alloggio a 70 immigrati e non ai veneti in difficoltà – ha detto Salvini -, un immigrato espulso e poi ritornato sbarcando a Lampedusa ha sgozzato un ragazzo di ventisette anni l’altro giorno. Ci siamo rotti di queste cose”.

Luca Zaia
Luca Zaia

Luca Zaia, invece, dopo aver fatto un ironico in bocca al lupo al suo ex compagno di partito, Flavio Tosi, che ha annunciato la sua candidatura alle elezioni di maggio per la guida della Regione Veneto, se la prende direttamente con lo Stato. “Chiediamo solo che ci sia la certezza della pena – ha detto Zaia – . Se uno delinque deve stare in carcere. Le forze di polizia vanno sostenute, e non con una pacca sulla spalla, è evidente che il Ministero dell’Interno non sta facendo abbastanza”.

Nelle due ore di interventi sul palco, dalle 16 alle 18, si sono poi ripetute le manifestazioni di stima e sostegno alle forze dell’ordine. C’era il sindacato di polizia, Coisp, in rappresentanza degli agenti che proteggono, con dei mezzi oggettivamente limitati, il territorio, e che hanno dimostrato anche in quest’occasione l’importanza della loro presenza. “Si è perso un bambino, è con la polizia”, viene infatti annunciato sul finire della manifestazione. E gli applausi e le urla di riconoscimento sono immediati.

Martina Lucchin

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