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Truffe a Bassano. Denunciate quattro persone

Vi sono state diverse truffe in questi giorni a Bassano del Grappa, con quattro persone denunciate. Si va dall’assegno a vuoto alla truffa online, fino alla sostituzione di persona. Nel primo caso i fatti risalgono agli ultimi mesi del 2014, ma la Polizia di Stato di Bassano è riuscita solo in questi giorni ad identificare il responsabile del fatto. Siamo alla fine dell’anno scorso, un commerciante di pellet, un 46enne di Mussolente, riceve una telefonata da parte di un soggetto, sotto falso nome, interessato all’acquisto del materiale, che ordina 198 sacchi di pellet, per un valore di 198 euro. La sera dopo, il 46enne riceve un’altra telefonata da parte di uomo che dice di essere il collaboratore di quello che aveva ordinato la merce e lo informa che sarebbe passato il giorno dopo per ritirare il tutto.

L’indomani, alla ditta, si presenta il soggetto incaricato a portare via il pellet, lo carica su un furgoncino e stacca un assegno per pagare la cifra pattuita. Quando il commerciante si presenta in banca per la riscossione arriva l’amara sorpresa: l’assegno risulta legato ad un contro corrente chiuso nel 2010, intestato ad una donna della provincia di Brescia, anche lei vittima. I poliziotti, dopo le indagini, sono risaliti ai due soggetti e li hanno denunciati per insolvenza fraudolenta, sostituzione di persona e falsità materiale in concorso. Si tratta di un 34enne siciliano, residente a San Martino Buon Albergo, nel veronese, con precedenti e di un 45enne napoletano, residente tra le province di Vicenza e Verona, con precedenti.

Un’altra truffa è stata fatta con un metodo che non è nuovo: chiedono di ricaricare una poste pay e poi, al momento di pagare scappano facendo perdere le proprie tracce. Il fatto in questione risale all’estate scorsa quando una donna, che gestisce una tabaccheria a Bassano del Grappa, si è rivolta alla Polizia di Stato per denunciare che un uomo sulla quarantina, stempiato e magro era entrato nel locale chiedendo di ricaricare una poste pay, a suo dire intestata alla moglie, di 700 euro. La tabaccaia ha eseguito l’operazione, ma al momento di pagare l’uomo tira fuori un blocchetto di assegni, rifiutato dalla donna come metodo di pagamento in quanto le ricariche non si possono pagare così. La vittima con ingenuità lo invita ad andare all’ufficio postale nelle vicinanze per ritirare i soldi, lui non se lo fa ripetere due volte, esce con la scusa di recarsi in posta ma in tabaccheria non ci mette più piede.

Minuziose e articolate indagini hanno permesso di risalire, per questo episodio, ad un sardo di 41 anni. L’individuo aveva attivato la poste pay presentando un documento falso appartenente ad un 33enne di Varese, vittima anche lui quindi del raggiro, che aveva consegnato la carta di identità, perché scaduta, al comune di residenza. La fotocopia però era capitata tra le mani del sardo che l’ha presentata per attivare la carta. L’uomo, con precedenti, è stato denunciato bene ben cinque reati: sostituzione di persona, possesso o fabbricazione di documenti falsi, falsità materiale, truffa e continuazione di reato.

Vittima di una truffa online è stato infine un 45enne di Cassola che, dopo aver trovato un annuncio sul sito subito.it, in cui si vendeva un cellulare LG a 240 euro, ha contattato il venditore. L’uomo ha versato la somma di denaro su un contro corrente, collegato però ad una poste pay, e non ha ricevuto la merce. Subito si è rivolto alla Polizia di Stato che ha denunciato per truffa una 42enne di Bitonto.

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