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Assalti ai bancomat, sgominata banda di giostrai

Otto assalti ai bancomat in varie province del Veneto, per un bottino complessivo di circa 300 mila euro. E’ stato questo, in estrema sintesi, il bilancio di mesi di scorribande di una banda di giostrai, prodezze sulle quali i carabinieri, ed anche gli eventi, hanno messo la parola fine. L’operazione delle forze dell’ordine era iniziata nel gennaio scorso ed era stata chiamata “Marmotta”, dal nome del particolare tipo di esplosivo che la banda usava, inserendolo nella cassa elettronica tramite una soletta di legno molto sottile. Fatale era stato l‘ultimo colpo, 13 gennaio, quando durante la fuga, inseguita dai carabinieri, la macchina dei malviventi uscì di strada e due dei cinque membri della banda rimasero uccisi nell’incidente. Altri due vennero invece arrestati e solo il quinto bandito riuscì a fuggire.

Johnny Pevarello
Johnny Pevarello

I due che vennero arrestati sono Johnny Pevarello, 34 anni, ed Elvis Innocenti, 33 anni, detenuti rispettivamente a Treviso e Venezia. A morire nell’incidente invece furono Romeo Dell’Innocenti, 46 anni, e Giancarlo Garbin, 36 anni. I militari dell’Arma hanno poi ricostruito più in dettaglio l’attività della banda, notificando ieri una nuova ordinanza di custodia cautelare, emessa dalla magistratura, per Pevarello e Innocenti. Solamente nella notte del 13 gennaio la banda avrebbe assaltato quattro bancomat: a partire dall’una, aveva tentato un primo colpo, poi fallito, a Salara, nei pressi di Rovigo, per poi spostarsi a Masi, nel padovano, attorno alle 2, per un colpo che invece era andato a segno, con un bottino di oltre 15 mila.

Elvis Innocenti
Elvis Innocenti

Nella stessa notte la banda avrebbe effettuato altri due colpi in altrettanti sportelli bancomat: uno a Breganze, alle 3.25, alla Banca Popolare di Marostica, provocando danni per oltre 30 mila euro e con un bottino di 15 mila, e l’ultimo, quello fatale, alle 4.14 a Roncade, nel trevigiano, con più di 50 mila euro prelevati. Il bottino complessivo, di oltre 80 mila euro, è stato in buona parte recuperato. I banditi si spostavano a bordo di un’Audi RS6, un bolide di 5.200 di cilindrata, risultata rubata, con la quale si sono schiantati.

Secondo i militari dell’Arma sarebbero comunque stati otto gli assalti ai bancomat compiuti, e solo uno non è andato a buon fine.

Alcuni di questi colpi sarebbero avvenuti anche nel vicentino, nel vicentino: il primo, il 23 novembre dello scorso anno, a Lonigo, ed un altro a Cartigliano, l’8 gennaio. Il modus operandi era sempre lo stesso: con la marmotta esplosiva si faceva saltare tutto (uno dei colpi è documentato nel filmato in alto nella pagina) e poi si usava una macchina di grossa cilindrata, veloce e potente, per fuggire.

Anche il numero dei componenti, cinque, non era casuale: uno faceva il palo, uno era l’autista che non si allontanava mai dalla vettura fungendo da secondo palo, uno era addetto a recuperare il materiale e due prendevano i soldi dalla cassa. Il palo, secondo quanto mostrato dalle telecamere, era sempre l’ultimo a salire in auto, coprendo i complici fino alla fine. I reati contestati alla banda di giostrai, tutti residenti in provincia di Treviso, sono quelli di furto aggravato, fabbricazione e detenzione di esplosivo e armi da guerra, ricettazione e danneggiamento.

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