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Vicenza, Arrigo Lora Totino alla Libreria Galla

Inaugurata a Vicenza, martedì 24 marzo, la mostra “I Fiori della Prosa”, di Arrigo Lora Totino, presso il primo piano della Libreria Galla Caffè, in piazza Castello. L’esposizione, aperta al pubblico fino al 13 aprile, è a cura di Marica Rossi ed è stata allestita grazie alla collaborazione alla galleria d’arte vicentina Yvonneartecontemporanea.

L’eclettico artista torinese, ottant’anni compiuti, da mezzo secolo percorre tutte le vie attraverso le quali la poesia balza fuori dalla tradizionale prigionia della pagina cartacea. Le parole, infatti, prorompono dal supporto materico per “scappare” in direzioni variegate, in mostra si trovano le “Verbotetture” e i “Cronofonemi”. Le prime, vere architetture dei fonemi nello spazio, si dispongono in base al loro significato in un’allusione che ricorda uno spartito da eseguire, un rebus da decifrare. In Libreria Galla forse la Verbotettura più interessante è quella che coinvolge la parola “assoluto”: in presenza del sintagma “asso” compare una carta da gioco raffigurante un asso di cuori e di fiori. I Cronofonemi invece si strutturano in base all’idea che le parole vogliono trasmettere: il significante si pone in dialogo con il significato, in un vero e proprio divertimento concettuale.

Si trova poi un omaggio alle Macchine Celibi, al dadaismo e a Duchamp: in una tavola appesa alla parete compaiono oggetti di lavoro quali il metro in una forma che “sembra” utile ma in realtà non lo è, diventa solo un gioco ludico mentale. “I Fiori della Prosa” che danno il titolo alla mostra sono delle “sbocciature” di carta all’interno di un libro che raccolgono un insieme di parole. La tecnica maggiormente usata è quella del collage e il materiale più gettonato è proprio il giornale che con i suoi ritagli è in grado di dare un effetto straniante alla parola o al fonema singolo.

Durante l’inaugurazione è stato proiettato un breve video sulla performance di poesia sonora tenuta dall’artista nel 2009 nella galleria di Vicenza. Le parole diventano così particelle liquide da usare in diversi atti performativi, nelle sue opere l’immobilità grafica si trasforma in un dinamismo meraviglioso alla visione. Proprio per questo la Fondazione Bonotto si sta cimentando in un importante lavoro di archiviazione e catalogazione del lavoro dell’artista per salvaguardare la poesia concreta e la filosofia del movimento Fluxus che caratterizza l’ideale di Luigi Bonotto.

Camilla Bottin

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