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Vicenza, licenziamenti sospesi alla Campagnolo

Inizia con una buona notizia la giornata dei dipendenti della Campagnolo che dal 23 gennaio presidiano il sit-in messo in piedi davanti ai cancelli, in via della Chimica, della nota ditta vicentina di componenti per biciclette. Da ieri è stata infatti sospesa la procedura con cui l’azienda metteva in mobilità 68 dipendenti, a seguito della decisione di delocalizzare parte della produzione in Romania.

A dare la notizia, questa mattina, alle rappresentanze sindacali e ai lavoratori sono Maurizio Ferron della Fiom Cgil e Raffaele Consiglio della Fim Cisl.  “La partita rimane però ancora aperta – dicono i sindacalisti – i licenziamenti sono stati congelati ed ora si inizia a discutere con la direzione aziendale del futuro della Campagnolo. Quale sarà il risultato non possiamo dirlo”. Per adesso quindi la mobilitazione dei lavoratori continua, anche con nuove iniziative, mentre viene interrotto il blocco delle merci dirette dalla Campagnolo in Romania.

Per i dipendenti a rischio licenziamento, occupati soprattutto nel settore produttivo e logistico, non è ancora il momento infatti per tirare un sospiro di sollievo. Il perché è presto detto. L’incontro di ieri, andato in scena all’Associazione degli Industriali, tra la direzione aziendale e i sindacati ha portato alla firma di un verbale di accordo tra le parti. L’azienda ha accettato di sospendere i licenziamenti e di iniziare il dialogo sul piano industriale della Campagnolo.

Da domani quindi inizia la contrattazione che, come prevedono i sindacati, entrerà nel vivo dalla prossima settimana. L’obiettivo, spiegano Ferron e Consiglio, è di “definire un programma industriale che non abbia impatti sociali”. Tradotto: il futuro dell’azienda non deve contemplare licenziamenti, ma deve garantire produzione e investimenti. Come andrà a finire la partita però è ancora presto per dirlo. “L’azienda aveva preso una decisione unilaterale. Ora invece ci sono le condizioni per discutere – spiega Consiglio –, ma il problema rimane”.

Non si ferma quindi lo sciopero dei lavoratori che si danno il cambio, giorno e notte, nel sit-in allestito davanti allo stabilimento di Vicenza della Campagnolo, che conta in tutto 400 dipendenti. Anzi, dopo lo sciopero del 26 gennaio, che ha visto sfilare in corteo nella zona industriale 300 persone, la protesta continua con una manifestazione in programma per domenica 15 febbraio. Una “mini tappa ciclistica”, così viene definita, che chiama a raccolta tutti gli appassionati della bicicletta, dai cittadini ai gruppi ciclistici di Vicenza.

Il percorso verrà effettuato in bici e partirà dalla sede della Campagnolo per arrivare poi davanti al palazzo di Confindustria, in piazza Castello. “A rischio non c’è solo la Campagnolo – considera Ferron – ma il tessuto produttivo manifatturiero di Vicenza e il Made in Italy. Facciamo quindi un appello perché i professionisti del ciclismo italiano sostengano la nostra causa e siano presenti domenica. Ricordo che Nibali ha vinto l’ultimo Giro d’Italia con il cambio della Campagnolo”.

Martina Lucchin

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