lunedì , 14 Giugno 2021

Vicenza, il Da Schio ricorda Giorgio Ambrosoli

La strada dell’illegalità in Italia sembra avere un solco molto profondo. Dei “sentieri di legalità” però esistono e i ragazzi di oggi devono avere bene in mente che percorrerli non è solo possibile ma è anche un loro dovere. Ne è convinto il preside dell’istituto di Vicenza Almerico Da Schio, Giuseppe Sozzo, che ha accolto il progetto che porterà nella sua scuola, il 25 febbraio, la vedova dell’avvocato Giorgio Ambrosoli, Annalori Gorla. Il titolo dell’incontro, organizzato insieme a Lugi Pavan, del Sindacato dei pensionati italiani della Cgil, è emblematico: “Sentieri di legalità: Giorgio Ambrosoli: un eroe… “qualunque cosa succeda”.

“Qualunque cosa succeda…”, scriveva infatti in una lettera alla moglie il 25 febbraio del 1975 l’avvocato Giorgio Ambrosoli, qualche anno prima di essere assassinato sotto casa da un sicario mandato dal banchiere siciliano su cui stava indagando, Michele Sindona. Quarant’anni dopo l’istituto Almerico Da Schio ricorderà insieme a Annalori Gorla il suo esempio, con una cerimonia che terminerà con l’intitolazione dell’aula magna della scuola a Giorgio Ambrosoli.

Giuseppe Sozzo
Giuseppe Sozzo

Si concluderà così il percorso di educazione alla legalità, organizzato dal professore Valerio Nuzzo con la partecipazione dell’ex preside della scuola, Enrico Delle Femmine, che ha coinvolto i 250 alunni delle classi quinte della scuola. Da gennaio, infatti, i ragazzi hanno iniziato a studiare il contesto storico degli anni ’70, fatto di intrecci tra mafia, massoneria, politica e finanza.

Il lavoro di approfondimento è continuato con la lettura di “Qualunque cosa succeda”, libro scritto dal figlio dell’avvocato, Umberto Ambrosoli, e con l’analisi, da un punto di vista giuridico ed economico, dei fatti in cui è stato coinvolto Ambrosoli. “Abbiamo costruito un percorso – ha spiegato Delle Femmine – nel quale i ragazzi potessero partecipare e prendere coscienza di quanto accaduto, perché ascoltare una conferenza di qualche ora ed imparare delle nozioni non basta”.

“Gli esempi di Mose, Expo e Roma capitale – ha continuato Nuzzo – mostrano che dagli anni ’70 non è cambiato molto. Per questo vogliamo che si conosca l’esempio di un uomo che non ha ceduto di fronte alle minacce e che ha pagato con la sua vita pur di seguire la via della legalità. E’ stato un “eroe borghese”, come lo definisce Corrado Stajano nel suo libro, cioè un cittadino come tutti noi che ha fatto fino in fondo il suo dovere”.

“L’impegno dello Spi Cgil nell’educazione alla legalità – ha poi precisato Luigi Pavan – è rivolto verso tutti gli istituti di Vicenza. Il 14 aprile la vedova Ambrosoli incontrerà alla scuola Canova alcuni studenti di tutti gli istituti, e alla sera incontrerà, al Montagna, gli studenti dei corsi serali e i cittadini”.

Martina Lucchin

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