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Vicenza, presto una nuova sede per la Casa della Pace

Dopo gli appelli di alcuni gruppi di cittadini e associazioni, l’amministrazione comunale di Vicenza si fa sentire per rassicurare la città sul futuro della Casa per la pace, che negli ultimi mesi era apparso assai incerto. La casa è una istituzione che ha vent’anni di storia in città. Una storia legata a gruppi e associazioni dei movimenti pacifisti e nonviolenti, grazie ai quali è nato un luogo di riflessione ma anche di progettualità concrete sui temi della pace e della nonviolenza.

In questi due decenni sono state centinaia le occasioni di incontro con dibattiti, iniziative, presentazioni di libri, raccolte di firme per leggi di iniziativa popolare aventi il comune obiettivo della promozione di una cultura di pace. La casa ha però a Vicenza anche una peculiarità: è una realtà del Comune, istituita con atti del consiglio e della giunta comunale, e quindi, a differenza di altri centri presenti in Italia, il legame con l’amministrazione è forte e sostanziale.

Dal gennaio 2012 la casa è in situazione provvisoria perchè la sede storica è tuttora inagibile per problemi strutturali. La nuova sede che presto aprirà sarà occasione per ripensare a una casa che entra nel terzo decennio di vita. Una casa che vede nuove sfide nel mondo, con un diritto alla pace che non è ancora garantito universalmente, e anche in questo un movimento di sindaci si sta muovendo nelle sedi internazionali per il suo riconoscimento, con migrazioni di interi popoli a causa di guerre diffuse, con temi di tensioni sociali crescenti anche nelle città europee.

Isabella Sala
Isabella Sala

“A Vicenza ci sono situazioni molto legate alla presenza di una casa per la pace – spiega Isabella Sala, assessore alla comunità e alle famiglie – . Abbiamo un consiglio degli stranieri di prossima istituzione, da due anni abbiamo un centro antiviolenza, il nuovo statuto del comune ha previsto una commissione per le pari opportunità chiamata ad occuparsi anche di pace e diritti umani, stiamo sottoscrivendo un protocollo con il Centro Ateneo per i diritti umani dell’università di Padova per la collaborazione su alcuni temi e progetti, abbiamo un consigliere delegato per le pari opportunità che si occupa delle diverse forme di discriminazione. Un’altra grande progettualità, in cui le associazioni credono molto, e che mi vedono fermamente convinta, è il progetto dell’istituzione a Vicenza di un centro dedicato alla risoluzione non violenta dei conflitti, che credo sia la sfida che oggi ci riguarda tutti. In un mondo dove è altissimo il livello di violenza, verbale, psicologica e fisica, dalle famiglie ai condomini, dalla politica alla società civile, dove prevale l’idea della prevaricazione, della dualità amico nemico, vincente perdente, credo la nonviolenza insegni che, senza negare i conflitti che fanno parte dell’essere umano, si possa e si debba apprendere e insegnare le tecniche, le modalità di relazioni alla pari, in cui le parti possano in modo assertivo assumere il punto di vista dell’altro sostenendo il proprio”.

Nell’immediato dunque l’amministrazione conferma di essere in continua interlocuzione con le associazioni e che la casa avrà presto una sede. Le associazioni stesse auspicano che la futura casa possa trovare spazio nel parco della pace che sorgerà a Vicenza. La prossima sede, dopo questi anni di sistemazioni provvisorie a san Rocco, sarà occasione per ripartire con progettualità comuni.

Tra le iniziative più recenti dei gruppi vicentini c’è stata la partecipazione alla marcia per la pace e la fraternità dello scorso ottobre da Perugia ad Assisi. La città berica era rappresentata dall’assessore Sala, dalla casa per la pace e dalla consulta per la pace, gli organismi comunali che si impegnano per le politiche di promozione della pace e dei diritti umani. La delegazione ha marciato insieme a più di trecento vicentini di città e provincia.

“Oggi si parla dell’istituzione di corpi di pace, di istituire un ufficio per la difesa non violenta, non in sostituzione di ciò che esiste ma in affiancamento alle istituzioni e agli strumenti di difesa attuali – conclude Sala – . Dopo guerre mondiali e una guerra fredda, la situazione che ci rende tutti preoccupati, anche angosciati, credo dia una nuova forza e prospettiva alle modalità in cui si intende e si muove oggi una cultura della pace e della nonviolenza. Vicenza ha la storia, le competenze per continuare ad essere e divenire sempre più un riferimento per lo studio e la sperimentazione su questi temi”.

Alessandro Scandale

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