lunedì , 14 Giugno 2021
Il museo diocesano a Vicenza

Vicenza, il museo diocesano compie dieci anni

La settimana che sta per concludersi è quella che ha fatto spegnere al museo diocesano di Vicenza le sue prime dieci candeline. La struttura di piazza Duomo fu infatti inaugurata il 19 febbraio del 2005 dall’allora vescovo di Vicenza Cesare Nosiglia. Un museo fortemente voluto dal vescovo emerito Pietro Nonis, forte della sua passione per l’arte nelle sue molteplici espressioni, che donò una parte delle sue collezioni private per fare del mmuseo un luogo di espressione di culture lontane: dall’Africa, all’America Latina passando per l’Oceania.

L'ingresso del museo
L’ingresso del museo

E i numeri gli hanno dato ragione: oltre 140.000 visitatori che giungono anche attraverso il biglietto delle rete civica museale a cui il museo aderisce dal 2007; undici mostre; centinaia di conferenze con relatori eccellenti e alcune importanti pubblicazioni tra cui il volume Il luogo dell’incontro che ne racconta la genesi; più di venti percorsi didattici per le scuole e per le parrocchie con quasi 55.000 tra bambini e ragazzi che hanno visitato il museo, senza dimenticare anche le generazioni meno giovani, con la collaborazione con l’Università adulti e anziani di Vicenza.

Importante è la sinergia con la fondazione vicentina Giuseppe Roi. Il legame con il marchese Giuseppe Roi ha radici profonde, dalla prima donazione di una importante sezione di tessili e suppellettile nel 2005, alla mostra Il Piviale dei pappagalli: dal trono all’altare attualmente in corso, passando per l’iniziativa Famiglie al Museo e la pubblicazione delle due guide storico artistiche della Cattedrale e della chiesa di Santa Corona. Il museo è diventato, nel tempo, destinatario di molte donazioni, alcune importanti come un prezioso merletto del 1930 con storie di san Nicola di Bari e la Via Crucis firmata dal pittore Paolino Rangoni.

Oggi, a dieci anni dalla nascita, il museo che, come dice il suo direttore Francesco Gasparini, “è un luogo che favorisce la conoscenza, che aiuta i visitatori ad acquisire nuovo sapere e che si proietta nel futuro forte delle proprie antiche radici”, guarda soprattutto al futuro: il prossimo 12 aprile inaugurerà I doni della Gigantessa. I custodi del creato siamo noi, mostra internazionale di illustrazione per l’infanzia curata dalla Fondazione Zavrel di Sarmede (Tv) in occasione del prossimo Festival Biblico che si terrà a Vicenza.

Nuovo è anche l’impegno affidatogli dalla Soprintendenza per i Beni archeologici del Veneto per la gestione dell’area archeologica della Cattedrale: uno spazio di grande suggestione che accoglie testimonianze dall’età paleocristiana sino all’età romanica, cui si accede accompagnati da giovani e preparati laureati archeologi e storici dell’arte. Dal 13 gennaio sono già state registrate 1300 presenze.

A dicembre il museo aveva aperto un’esposizione su una preziosa manifattura tessile, il Piviale detto “dei pappagalli”. Si tratta di un tessuto di provenienza siciliana realizzato nel secondo quarto del XIII secolo. Accanto a questo manufatto artistico sono esposti altri tessuti di medesima provenienza e sempre ascrivibili al Duecento, opere che raramente si vedono esposte nei nostri musei. Per valorizzarli il museo, in collaborazione con la fondazione Roi, organizza un ciclo di conferenze gratuite che inizia proprio domani, domenica 22 febbraio, con Fernando Rigon che illustra Il pappagallo e la pioggia. Per informazioni: 0444-226404.

Alessandro Scandale

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