sabato , 19 Giugno 2021

Vicenza, aziende e lavoratori investiranno su loro stessi?

Un progetto sperimentale di auto-investimento ad adesione volontaria, che permette alle aziende di risparmiare sulle spese o investire e ai dipendenti di partecipare alle decisioni gestionali o godere di piccoli profitti sul capitale investito. Non si tratta di trasformare le aziende vicentine in cooperative, ma di dare un’occasione a quelle più sane ed economicamente solide, per uscire dalla crisi di questi ultimi anni proprio con l’aiuto degli stessi dipendenti. Sempre pensato su base volontaria, chi volesse aderire lascerebbe dunque a disposizione dell’azienda parte del cosiddetto stipendio accessorio, vale a dire una quota degli extra percepiti, dai premi di produzione al Tfr, ricavandone in cambio un piccolo profitto nel medio e lungo termine, ma soprattutto un posto al tavolo di chi prende le decisioni aziendali.

Giuseppe Zigliotto
Giuseppe Zigliotto

I vantaggi del progetto dovrebbero ricadere su tutte le parti in gioco: si favorisce infatti la trasparenza circa la gestione dell’impresa, la collaborazione tra impiegati e dirigenti e, non da ultimo, la produttività stessa, visto che da semplice dipendente il lavoratore diventa un piccolo socio. In cambio del capitale investito, si pensa di garantire ai dipendenti aderenti al progetto una voce nei vari comitati di controllo o consigli di amministrazione.

“Negli ultimi anni – ammette Giuseppe Zigliotto, presidente di Confindustria Vicenza – le imprese hanno visto ridursi il salvadanaio rappresentato dai Tfr, e sopravvivono grazie al capitale proprio e al debito bancario. In questo interessante progetto non verranno coinvolte tutte le imprese, ma solo quelle medie aziende, con 100-150 dipendenti, che assicurano un alto rating e una stabilità finanziaria che dia a tutti le dovute garanzie, per legittimare i sacrifici che si stanno per chiedere”

Marina Bergamin, segretaria provinciale Cgil
Marina Bergamin

“Questo farebbe diventare Vicenza – continua Zigliotto –  per l’ennesima volta, battistrada sperimentale per tirare fuori l’Italia dalla crisi. Il tutto richiede però un incentivo da parte del governo centrale, sotto forma di detassazione sui capitali investiti o sospensione dei tributi per la durata della sperimentazione, in modo da garantire che l’investimento fatto non vada in perdita. È stato questo quello che abbiamo chiesto al ministro Poletti nel fine settimana, e lui si è mostrato entusiasta dell’idea. Ci aspettiamo che entro l’estate il parlamento ci possa dare questi mezzi normativi”

“La cosiddetta democrazia economica – dice Marina Bergamin, segretario generale della Cgil Vicenza – è un tema previsto dalla nostra Costituzione. Ecco perché appoggiamo una promettente iniziativa come questa, nonostante continui la nostra battaglia contro il deprezzamento del lavoro portato avanti dal Jobs Act e dal governo. Qui si tratta di un iniziativa che parte dal basso, e che fa un passo verso qualcosa che a noi sta molto a cuore: la partecipazione dei lavoratori alla vita e alle scelte dell’azienda per cui lavorano. È stata una lunga discussione quella con Confindustria, ma alla fine la scommessa è quella di riuscire a migliorare la condizione di tutte le parti in causa. Ecco anche perché abbiamo insistito molto sul fatto che a poter aderire siano solo le aziende più solide, in modo da evitare una prevedibile tentazione: salvare la propria azienda in crisi usando i risparmi dei lavoratori”

Grazia Chisin
Grazia Chisin

“Le abbiamo provate tutte in questi anni – ricorda Grazia Chisin, segretario generale Uil Vicenza –  per uscire dalla crisi, dalla cassa in deroga ai contratti di solidarietà. Questo progetto si profila come veramente innovativo, proprio perché coinvolgerebbe solo alcune quote del salario accessorio del lavoratore, e comunque sempre su base volontaria. Qualcuno potrebbe scegliere di mettere a disposizione parte del Tfr, altri qualche premio di produzione, in ogni caso l’obiettivo è quello di garantire un minimo profitto nel tempo a chi immobilizza parte del suo reddito per il bene dell’azienda, oltre a poter dire la propria sulle politiche aziendali. Se riuscissimo in questo, diventeremmo davvero oggetto di un osservatorio nazionale sul lavoro”

Gianfranco Refosco
Gianfranco Refosco

“Cambierebbero davvero molte cose – conclude il segretario generale della Cisl Vicenza, Gianfranco Refosco – dal rapporto con la finanza alle relazioni in azienda, fino alla gestione del lavoro stesso. Si tratta infatti di un investimento reciproco fatto sul medio termine, tra persone che sentono tutte l’azienda come un bene proprio. Da un lato, nascerebbe una trasparenza decisionale sconosciuta in passato, dall’altro ci sarebbe una nuova responsabilità da parte dei lavoratori, molto interessati al buon funzionamento dell’azienda. Infine, non c‘è nessuno meglio di chi lavora ogni giorno per suggerire i più efficaci miglioramenti gestionali all’interno di un impresa”

Per far partire il progetto, che diventerebbe un esperimento tutto vicentino senza eguali in Italia, si aspettano dunque soltanto degli incentivi da parte del governo centrale, sotto forma di sgravi fiscali che rendano appetibile l’investimento. Per ottenere questi provvedimenti in tempi brevi, le parti sociali hanno ottenuto, in una conferenza congiunta tenutasi sabato scorso, l’appoggio di tutti i parlamentari vicentini, da destra a sinistra, dal Movimento 5 Stelle alla Lega. Intanto, hanno incassato più che positivamente l’interessamento dal ministro del lavoro Poletti, recentemente in visita a Vicenza.

Riccardo Carli

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