mercoledì , 21 Aprile 2021

Unioncamere: 2014 negativo per le imprese del Veneto

Tremila imprese in meno e quasi 11 mila posti di lavoro perduti. Sono dati che danno un’idea di ciò che è stato il 2014 per il sistema imprenditoriale veneto che naturalmente, si chiude col segno meno, anche se la voglia di fare impresa non è calata. Il Veneto insomma si lascia alle spalle un altro anno difficile, almeno secondo quanto riferisce Unioncamere che sottolinea come le imprese attive nella nostra regione siano ora circa 440 mila, quasi tremila in meno rispetto ad un anno fa. Dall’inizio della crisi economica, nel 2008, ad oggi, il tessuto produttivo veneto ha lasciato sul campo più di 23 mila aziende e 153 mila unità lavoro, cancellando quasi tutta l’occupazione creata nei primi otto anni del decennio.

«Il nostro sistema economico – ha commentato il presidente di Unioncamere Veneto, Fernando Zilio – nonostante sei anni di pesante crisi, segnata anche dalle tragiche scelte di troppi piccoli imprenditori, sembra pronto a cogliere la sfida che deriva dall’auspicata ripresa e lo fa dimostrando una vitalità imprenditoriale che fa ben sperare. Una vitalità, peraltro, che sconfessa, dati alla mano, le battute infelici, sicuramente offensive che Oliviero Toscani, sempre alla ricerca di visibilità, si è permesso di rivolgere ai veneti, gente che credo abbia altre qualità rispetto a quelle attribuiteci dal fotografo lombardo che, se non sbaglio, proprio grazie ad un’impresa veneta che gli ha dato fiducia ha conquistato notorietà e, penso, anche reddito”.

“Tornando ai dati – continua Zilio – dobbiamo guardare al bicchiere mezzo pieno, cogliere i segnali, anche se minimi, comunque positivi e sperare che dalla politica arrivino provvedimenti in grado di consolidare quello che sembra un timido segnale di ripresa. In altre parole: la politica deve non dico favorire ma se non altro accompagnare le imprese evitando di reiterare nel tempo vecchi riti ormai obsoleti che, se mantenuti, rischiano di lasciarci ai margini della ripresa economica europea”.

Tra le province, come rivelano i dati Movimprese elaborati dal Centro studi di Unioncamere del Veneto, Treviso appare l’epicentro della depressione demografica delle imprese nel 2014 (-948), seguita da Verona (-572) e Padova (-432), con flessioni significative anche a Venezia (-392) e Vicenza (-340). A farne le spese sono state soprattutto le ditte individuali (-2.233) e le società di persone (-1.420) mentre le società di capitale hanno registrato un aumento di quasi 1.200 unità.

Tra i settori che hanno subito le perdite maggiori spicca quello industriale: 2.220 imprese in meno rispetto al 2013 (un terzo manifatturiere e due terzi delle costruzioni) per un ammontare di oltre 13mila unità lavoro distrutte (10mila nel manifatturiero e 3mila nell’edilizia). Quasi la totalità dei settori ha registrato variazioni negative, con flessioni significative per legno e arredo (-239), metallurgico (-195), elettromeccanico (-152) e settore moda (-126). Ad allargare la propria base imprenditoriale sono state invece le attività di noleggio, alloggio e ristorazione (+600 sul 2013), i servizi di alloggio e ristorazione (+440) e i servizi sanitari ed assistenza alla persona (+250). Lieve aumento complessivo infine, nel 2014, delle iscrizioni di nuove aziende al Registro imprese iscrizioni.

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