martedì , 22 Giugno 2021

Lo Stabile del Veneto è da oggi Teatro nazionale

Il Teatro Stabile del Veneto è da oggi Teatro nazionale. Il Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo lo ha infatti annunciato nel pomeriggio, rendendo noto l’elenco dei sette teatri che hanno ricevuto la prestigiosa qualifica prevista dalla nuova normativa della prosa.  Angelo Tabaro, presidente dell’ente teatrale veneto, ha espresso soddisfazione per “la decisione, della quale – ha sottolineato – voglio ringraziare il Ministero e il suo direttore generale per lo spettacolo dal vivo, Salvatore Nastasi. È il riconoscimento della dimensione metropolitana che lo Stabile del Veneto ha assunto in una regione di grande tradizione e cultura teatrale”.

“Proprio oggi – ha continuato – abbiamo annunciato, infatti, l’entrata del Teatro Stabile di Verona a rafforzare la nostra compagine, conferendole un radicamento sul territorio e una potenzialità culturale che ha pochi eguali nel nostro paese.  La decisione del Ministero giunge come una conferma della qualità del progetto dello Stabile, rivolto al potenziamento dell’offerta verso il pubblico e alla valorizzazione dei talenti e delle risorse del territorio”.

“Il nostro Teatro – ha poi aggiunto Massimo Ongaro, direttore dello Stabile – si candida a diventare interlocutore privilegiato per grandi progettualità che garantiscano apertura verso il mondo. Un compito nel quale siamo felici di avere assieme a noi il Teatro Stabile di Verona, il cui direttore, Paolo Valerio ha da subito creduto alla bontà di una scelta innovativa che mette insieme teatro pubblico e teatro privato”.

E questo nuovo assetto del Teatro Stabile del Veneto è stato presentato oggi a Venezia, a palazzo Balbi, presente anche Marino Zorzato, vicepresidente e assessore regionale alla Cultura, con lo Stabile di Verona che si aggiunge, quale nuovo socio, alla Regione Veneto e ai Comuni di Venezia e di Padova.

Al momento dell’introduzione del Decreto Ministeriale del primo luglio 2014, che ha modificato  il mondo della prosa italiano, il Teatro Stabile del Veneto gestiva la programmazione del Teatro Goldoni di Venezia e del Teatro Verdi di Padova.  Le sue produzioni erano presenti in molti grandi teatri italiani, sosteneva una scuola a Padova (l’Accademia Palcoscenico), aveva un bilancio finanziario in equilibrio, disponeva di un numero di giornate recitative e di giornate lavorative (i due parametri principali per la valutazione quantitativa introdotti dal nuovo Decreto) molto prossime, seppur non sufficienti, ai minimi previsti per il riconoscimento del ruolo di Teatro Nazionale.

È risultato così naturale avviare un dialogo con l’altra struttura regionale di produzione stabile nell’ambito della prosa, il Teatro Stabile di Verona, che è però di natura privata, per dar vita ad un solo soggetto di accresciute potenzialità. La Regione del Veneto e l’Agis hanno sostenuto fin dall’inizio questo processo, che ha avuto compimento alla fine di gennaio 2015.

L’ingresso del Teatro Stabile di Verona apporta non soltanto un notevole accrescimento in termini di dimensioni della struttura, ma soprattutto, – lo ha ricordato il Direttore Artistico Paolo Valerio – “un importante contributo di progettualità artistica maturato in oltre dieci anni di attività di crescente successo. Inoltre, questa nuova realtà che si viene oggi a creare è un concreto e positivo esempio di aggregazione tra pubblico e privato, destinato a divenire un esempio per il mondo teatrale italiano”.

Il nuovo ente teatrale potrà contare, sulla base dei dati dell’ultima stagione, su un potenziale di oltre 90 mila spettatori, con più di 8 mila abbonati e non meno di 450 giornate di spettacolo, una dimensione importante che già la pone tra le maggiori realtà teatrali italiane.

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