Marco Zoppello e Michele Mori in Don Chisciotte (foto di Sonia De Boni)
Marco Zoppello e Michele Mori in Don Chisciotte (foto di Sonia De Boni)

Teatro, all’Astra la figura leggendaria di Don Chisciotte

“Io tifo per don Chisciotte”, diceva lo scrittore Erri De Luca parlando delllo spettacolo teatrale da lui stesso ideato con il titolo Chisciotte e gli invincibili, portato in scena con successo per quattro stagioni insieme ai musicisti Gianmaria Testa e Gabriele Mirabassi. Con la sapiente maestria che da sempre lo distingue, De Luca sosteneva che Chisciotte è un omaggio ai sognatori che non si arrendono, che non sono mai spettatori passivi di quanto accade. A quei seguaci delle cause perse che sono in fin dei conti invincibili, come i migratori, quelli “che attraversano il mondo a piedi per raggiungerci e che non si fanno fermare da nessun campo di prigionia, da nessuna espulsione perché chi va a piedi non può essere fermato”. Invincibile “non è chi sempre vince, ma chi mai si fa sbaragliare dalle sconfitte, chi mai rinuncia a battersi di nuovo”.

La figura leggendaria di Chisciotte è oggi protagonista del prossimo spettacolo in scena al teatro Astra di Vicenza venerdì 20 febbraio alle 21 quando Stivalaccio Teatro porterà sul palco Don Chisciotte. Tragicommedia dell’arte. Siamo a Venezia, nell’anno 1545. Giulio Pasquati, padovano, e Girolamo Salimberi, fiorentino, sono due attori della compagnia dei Gelosi: in arte Pantalone e Piombino. Destinati al patibolo con l’accusa di eresia per aver messo in scena una rappresentazione comica durante la Quaresima, i due avranno però un destino diverso, in un crescendo di duelli e avventure, senza trascurare una sottile critica al fenomeno dell’inquisizione, che in quel periodo storico era in auge in tutta Europa.

Fortunatamente per i due protagonisti, i colleghi della compagnia corrono dal duca di Mantova per pregarlo di intervenire, ma bisogna prendere tempo fino all’arrivo dei rinforzi. I due lo faranno nell’unico modo che conoscono, recitando una commedia e ricorrendo al racconto di un marinaio conosciuto su una nave spagnola, tale Miguel de Cervantes.

Ecco allora pronte le avventure di Don Chisciotte e Sancho Panza, raccontate in extremis nel tentativo di procrastinare l’esecuzione. Tra un’improvvisazione e una burla sul tema dell’amore, del sogno impossibile, della libertà di pensiero e di satira, i due attingono liberamente alla leggenda secolare di Chisciotte, in una sorta di dialetto tosco-veneto condito da venature emiliane e napoletane che fanno il verso a illustri personaggi letterari come Dante, Manzoni, Ruzante, Fo e altri.

“Il nostro è un teatro che cerca di trasmettere gioia ed entusiasmo, semplicità e stupore – raccontano i due attori – . Evviva il riso, quello sano che evoca e abbatte i muri e ci permette di essere un poco naif. Un teatro popolare e popolato di persone, di idee e di storie da raccontare”. Nato da un soggetto originale di Marco Zoppello, lo spettacolo è diretto ed interpretato dallo stesso Zoppello e Michele Mori, che sul palco vestono i panni dei due attori intenzionati a vendere cara la pelle, con l’aiuto delle maschere di Roberto Maria Macchi e dei costumi di Antonia Munaretti.

L’evento fa parte della stagione Terrestri 14/15 (fuori abbonamento), curata da La Piccionaia Teatro Stabile di Innovazione per il Comune di Vicenza con il sostegno di Ministero dei Beni Culturali, Regione Veneto, Provincia di Vicenza, Circuito Teatrale Arteven e Askoll. Biglietti e nformazioni: Ufficio Teatro Astra, Contrà Barche 55 Vicenza; telefono 0444 323725, info@teatroastra.it.

Alessandro Scandale

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