lunedì , 14 Giugno 2021

Sindaci veneti assicurano i cittadini contro la criminalità

“Quando sessanta sindaci di ogni colore politico, si vedono costretti a procurare un’assicurazione a poco prezzo ai loro cittadini per difendere i loro beni dalla criminalità, e quando altri sindaci chiedono allo Stato meno tasse per poter assumere più vigili significa che lo Stato ha dichiarato la resa, che non è al fianco della gente”. Lo sottolinea il presidente della Regione, Luca Zaia, in relazione alla notizia che decine di sindaci del Veneto, per ora delle province di Belluno, Treviso, Padova e Venezia, stanno per stipulare, e alcuni l’hanno già fatto, polizze assicurative contro i furti e le rapine ai loro cittadini, e che i sindaci di cinque importanti comuni Veneti si sono rivolti a Roma per avere sgravi fiscali che consentano di assumere vigili urbani da mettere sulle strade..

“Le notizie – aggiunge Zaia – arrivano a poche ore dalle esultanti dichiarazioni di un esponente del governo Renzi che, commentando un’operazione dei carabinieri, si era rivolto ai veneti garantendo che ‘lo Stato c’è’. Non è stato nemmeno necessario smentirlo perché ci hanno pensato 60 uomini che indossano la fascia tricolore. Ci sono i carabinieri, la polizia, la guardia di finanza, le polizie locali, pochi, mal equipaggiati e mal pagati, con il loro sacrificio quotidiano, non lo Stato”.

“Quanti più uomini uno Stato degno di questo nome – si chiede il Governatore del Veneto – potrebbe assumere con quel che costano le decine di migliaia di forestali siciliani e calabresi? Spero che questo schiaffo convinca il governo a farsi sentire in qualche modo, a cominciare da un risarcimento a questi cittadini sotto forma di sgravi fiscali sui costi sostenuti per sottoscrivere le assicurazioni”.

“La speranza è però flebile – conclude Zaia – perché l’ultima pensata di questo governo inerme è mettere in ginocchio la polizia postale con tagli da paura. Per chi non lo sa, sono quelli che combattono la pedofilia in rete e tentano, anche in questo caso in pochi e con pochi mezzi, di scovare nelle immense pieghe del web organizzazioni terroristiche e malavitose che sempre di più usano la piazza virtuale per organizzare i loro sporchi affari”.

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