lunedì , 19 Aprile 2021

Criminalità, Zaia: “Dati terrificanti a Vicenza”

“Qualcuno festeggerà per quanto riporta l’Istat a roposito dei i reati in calo e sul dato che solo il 30% delle famiglie teme la criminalità. Però c’è un problema che anche l’Istat segnala: diminuiscono gli omicidi ma aumentano furti e rapine, i reati che più impattano sul sentire comune. Se da qualche parte d’Italia sia sono assuefatti alla delinquenza e non ne hanno paura, buon per loro. In Veneto non ci arrenderemo mai all’ineluttabile”.

Non abbassa dunque il tiro il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, che con queste parole rilancia l’allarme criminalità in Veneto. Il presidente per altro porta ad esempio proprio la provincia di Vicenza, ricordando che è stata teatro, solamente nell’anno che si è da poco concluso, di oltre 18 mila furti e più di 200 rapine.

“Su un totale di 230 detenuti nel carcere di Vicenza, – ricorda Zaia – ce ne sono 152 condannati per furto o rapina. E sono un’inezia, se il conteggio di furti e rapine nel 2014 arriva a 18.448. Un po’ meno dell’anno precedente, ma non è una consolazione perché questo numero è la raccapricciante dimostrazione dell’esistenza di una vera, gravissima, emergenza sicurezza in tutto il territorio e della vistosa assenza dello Stato”.

“Nella mia veste di tormentone nei confronti di chi, lo Stato, avrebbe poteri e mezzi per intervenire ma non lo fa – aggiunge Zaia – ribadisco l’urgente necessità di dotare le Forze dell’Ordine di più uomini e mezzi, di pagarle meglio per i grandi sacrifici che fanno, di affiancarle con l’Esercito in veste di presidio territoriale e deterrente”.

“L’alternativa – conclude il presidente della Regione – sono cittadini che, alla disperazione, fanno da sé come i veronesi del quartiere Stadio che hanno organizzato loro ronde, i cittadini che prendono d’assalto i sempre più numerosi Comuni che stanno offrendo la polizza anticriminalità, i Comuni che si rivolgono alle vigilanze private. Ognuno s’industria come può, ma tutti guardano con sempre maggiore distacco e sfiducia a uno Stato che sta dichiarando la resa. Noi non ci arrenderemo mai, ma è Roma che deve darci i mezzi per difenderci, perché solo il Governo, non la Regione, ha i poteri per farlo”.

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